Anthropic ha deciso di correre ai ripari contro un fenomeno in crescita: l'uso di Claude, il suo assistente AI, per clonare videogiochi esistenti. La società ha introdotto nuove restrizioni nelle istruzioni di Claude Code, il sistema che permette di generare codice partendo da semplici descrizioni testuali. L'obiettivo è impedire che l'AI riproduca titoli già esistenti, anche quando questi vengono presentati con nomi diversi o spacciati per progetti originali.
La modifica a Claude Code
La stretta riguarda in particolare il modello Opus 5.5, una delle versioni più recenti e potenti di Claude. Secondo quanto riportato, le istruzioni aggiornate specificano che l'assistente non deve realizzare copie di giochi specifici, nemmeno se l'utente fornisce una descrizione dettagliata o utilizza un nome differente. Questa mossa arriva dopo che negli ultimi mesi sono emersi progetti in grado di ricreare esperienze ispirate a produzioni famose come Halo, Call of Duty e GTA V, talvolta accessibili direttamente dal browser.
Un confine sottile tra ispirazione e copia
Il problema è spinoso: i modelli AI vengono addestrati su dati esistenti, compresi videogiochi, e la linea tra ispirazione e plagio è sempre più labile. Se da un lato questi strumenti democratizzano la creazione di prototipi funzionanti in poche ore, dall'altro sollevano interrogativi legali ed etici. Anthropic, con questa decisione, cerca di prevenire potenziali violazioni di copyright e di tutelare i diritti degli sviluppatori originali, evitando che l'AI diventi uno strumento per clonare illegalmente opere altrui.