La Golf elettrica non è cancellata, ma il suo sviluppo si ferma. Volkswagen ha sospeso i lavori preliminari sulla ID. Golf nella sede centrale di Wolfsburg, come confermato dall'amministratore delegato dei marchi generalisti Thomas Schäfer in una comunicazione interna visionata da Reuters. «Non possiamo semplicemente permetterci questi lavori in questo momento», ha spiegato Schäfer, aggiungendo che la decisione «non è stata per niente facile» vista la valenza storica del modello per l'azienda e per la città.
La sospensione è stata ufficializzata anche in occasione dei risultati dei primi nove mesi del 2026. Il direttore finanziario David Powels ha parlato di una pausa temporanea, destinata a durare finché il gruppo non sarà nuovamente in grado di sostenere con sicurezza gli investimenti necessari. Il problema immediato riguarda i costi dello stabilimento di Wolfsburg, che secondo il documento interno è indietro di circa 300 milioni di euro rispetto all'obiettivo di risparmio fissato. Non è la cifra per sviluppare la vettura, ma il divario che la fabbrica deve ancora colmare nel proprio programma di efficientamento.
Numeri da incubo e ristrutturazione
Volkswagen sta portando avanti un piano di ristrutturazione molto più ampio, che prevede fino a 100.000 tagli occupazionali e la possibile chiusura di quattro stabilimenti tedeschi. Nel terzo trimestre del 2026 il gruppo ha registrato una perdita operativa di 5,86 miliardi di euro, la più elevata in un trimestre dal 2015, quando pesavano gli effetti del Dieselgate. Il risultato è stato influenzato da circa 8 miliardi di oneri straordinari, compresa una pesante svalutazione della partecipazione in Porsche.
Nei primi nove mesi dell'anno i ricavi sono scesi del 2,2% a 233,4 miliardi, mentre il risultato operativo si è praticamente azzerato, passando dai 5,4 miliardi del 2025 a 71 milioni. Al netto delle componenti straordinarie, Volkswagen indica un risultato operativo di 8,8 miliardi e un margine del 3,8%. Il consiglio di fabbrica ha precisato che il congelamento delle spese non dovrebbe modificare il calendario previsto per la vettura e che il tempo perso dovrebbe essere recuperato in seguito, definendo la sospensione «un ulteriore segnale di quanto sia tesa la situazione finanziaria del gruppo».
Una Golf elettrica sempre più lontana
La Golf elettrica era già stata posticipata rispetto alle precedenti previsioni: a maggio Schäfer aveva escluso la necessità di lanciarla nel 2028, indicando la fine del decennio come nuova prospettiva. Il modello dovrebbe essere costruito sulla SSP, la Scalable Systems Platform destinata a diventare l'architettura di nuova generazione del gruppo, che ha già accumulato ritardi rispetto al debutto originariamente previsto nel 2026. Un quadro che rende il futuro della Golf elettrica sempre più incerto, sospeso tra la volontà di innovare e la necessità di fare i conti con una crisi finanziaria senza precedenti.