Una multa che fa rumore nel mondo del mobile gaming. L'antitrust della Corea del Sud ha sanzionato Samsung per pubblicità ingannevole, accusando l'azienda di aver nascosto l'impatto del Game Optimizing Service (GOS) sulle prestazioni dei suoi dispositivi top di gamma. Il provvedimento riguarda in particolare Galaxy S21, Galaxy S22 e Galaxy Tab S8, presentati al pubblico con la promessa di una «massima esperienza di gaming mobile» che, nei fatti, veniva limitata da un software di ottimizzazione attivo senza che gli utenti ne fossero a conoscenza.
Come funzionava il GOS e perché è finito nel mirino
Il GOS è un servizio pensato per gestire temperature e consumi energetici, ma secondo l'autorità sudcoreana interveniva in modo aggressivo proprio durante le sessioni di gioco più impegnative, riducendo frame rate e fluidità. Il problema non era tanto la presenza del sistema di throttling, quanto la sua mancata trasparenza: gli utenti acquistavano smartphone premium convinti di ottenere le massime performance, salvo poi ritrovarsi con titoli che arrancavano. Da qui la contestazione di pubblicità ingannevole, che ha portato alla sanzione pecuniaria.
Le conseguenze per Samsung e per il settore
La vicenda, emersa già nel 2022 quando alcuni utenti scoprirono il comportamento del GOS tramite test indipendenti, torna ora a pesare sull'immagine del colosso coreano. Samsung ha nel frattempo introdotto modalità per disattivare l'ottimizzazione e maggiore trasparenza nelle impostazioni, ma la multa rappresenta un precedente importante: le promesse di marketing devono corrispondere alle prestazioni reali, soprattutto in un segmento dove i gamer sono particolarmente attenti alle specifiche. Per il settore, il messaggio è chiaro: nascondere i limiti software dietro slogan pubblicitari può costare caro.