Dimenticate le ingombranti berline a quattro ruote che intasano le città per trasportare un solo passeggero. La vera rivoluzione della mobilità autonoma riparte dalle due ruote, o meglio da cinque. La startup italiana Scuter ha appena svelato il primo prototipo al mondo di ciclomotore cabinato, ultraleggero e targato, progettato per guidarsi da solo. Un mezzo che promette di risolvere il nodo dell'accessibilità economica su larga scala, riducendo i costi di fabbricazione a un ventesimo rispetto ai tradizionali robotaxi e liberando fino all'80% dello spazio stradale.
Una squadra e una visione integrata
Dietro il progetto c'è un team fondato da Gianmarco Carnovale (CEO), Luca Ruggeri (CTO), Gabriele Carbucicchio (FCO) e Carmine Di Nuzzo (Chief Design Officer). Nel consiglio d'amministrazione è entrato anche l'imprenditore tech Dario Calogero, chiamato a guidare l'espansione sui mercati esteri. Scuter non si limita a erogare servizi di trasporto: opera come una tech company integrata che sviluppa internamente veicolo elettrico cabinato, architettura software e sistema di gestione della flotta. La componentistica arriva da una filiera tra Italia ed Europa.
La svolta ingegneristica e i test sul campo
La vera novità è una soluzione meccanica brevettata: l'assetto principale sfrutta tre ruote per la marcia con conducente a bordo, mentre in manovra a bassa velocità o in parcheggio entrano in azione due ruote robotiche retrattili per garantire stabilità. Questo sistema risolve il problema più oneroso per chi gestisce flotte in condivisione: il recupero e lo spostamento dei veicoli. Terminata la corsa, il ciclomotore analizza l'ambiente tramite i sensori e si riposiziona da solo, a passo d'uomo, verso l'utente successivo o la piazzola più vicina.
Dopo il primo test su strada a Milano nel novembre 2025, in quasi un anno di operatività il servizio ha accumulato migliaia di corse, raccogliendo i dati necessari per la fase successiva: la cosiddetta Physical AI. La startup collabora con partner come NVIDIA, Fastweb, Vodafone ed Esselunga per visione artificiale, elettronica e infrastrutture di rete. Carnovale frena sugli entusiasmi: "Oggi non annunciamo un veicolo autonomo pronto a circolare senza supervisione. Mostriamo il primo passo dell'evoluzione di un robot urbano". L'obiettivo è allineare il costo della singola corsa a quello del trasporto pubblico locale. I primi test di guida autonoma sono previsti nel 2027.