Il voto di metà mandato negli Stati Uniti ha consegnato un messaggio inequivocabile all'industria dell'intelligenza artificiale: lo sviluppo dei data center non è più un tema tecnico, ma politico. Secondo il sondaggio NBC News all'uscita dalle urne, il 76% degli elettori si è dichiarato contrario alla presenza di queste strutture nelle proprie comunità. Un dato che ha pesato su numerosi ballottaggi locali e che promette di rendere il prossimo ciclo edilizio molto più complicato per gli operatori del settore.
Moratorie e limiti: cosa hanno deciso le urne
I cittadini sono stati chiamati a esprimersi direttamente sui data center in 45 referendum locali in tutto il Paese. Stando ai dati raccolti da Redbud Consulting, 33 di questi hanno prodotto misure restrittive. A Wells, nel Maine, è stata approvata una moratoria di 180 giorni sui grandi impianti, retroattiva a metà giugno 2026. Diverse città dell'Ohio hanno vietato i data center con potenza superiore a 25 MW, mentre a El Dorado, in Kansas, è stato imposto un blocco decennale per le strutture oltre i 10 MW di carico elettrico di picco.
I candidati anti-data center conquistano posizioni chiave
Il Texas, secondo Stato per numero di progetti pianificati, ha eletto la democratica Gina Hinojosa alla carica di governatrice, strappando il seggio al repubblicano Greg Abbott. Hinojosa sostiene una moratoria statale sullo sviluppo dei data center, mentre Abbott aveva annunciato un audit estivo per rallentare le connessioni alla rete elettrica. In Michigan, il democratico Abdul El-Sayed ha vinto la corsa al Senato chiedendo una pausa sulle nuove strutture «finché non sarà possibile realizzarle in sicurezza e con tutele federali».
Anche i candidati meno ostili sono stati costretti a prendere posizione. Il repubblicano Byron Donalds, eletto governatore della Florida, ha presentato al Congresso il Protecting Ratepayers Act per far pagare agli sviluppatori i costi energetici e idrici. In Pennsylvania, il governatore uscente Josh Shapiro ha firmato un ordine esecutivo che vieta gli accordi di riservatezza sui progetti e rimuove i data center per l'IA dalle procedure accelerate. Segnali che indicano una direzione precisa: il consenso politico per lo sviluppo senza vincoli si è esaurito.
Il National Republican Senatorial Committee aveva avvertito in un memo riservato che attribuire la sconfitta di un candidato ai data center avrebbe reso il tema «velenoso» per le future campagne. Le urne sembrano aver confermato quel timore: da est a ovest, il messaggio degli elettori è che crescita infrastrutturale e consenso locale devono tornare a camminare insieme.