La domanda di memoria legata all'intelligenza artificiale continuerà a sostenere il mercato almeno fino al 2029. È la previsione di Jensen Huang, CEO di NVIDIA, che durante la GTC di Berlino ha escluso un eccesso di offerta imminente, nonostante le recenti vendite sui mercati azionari alimentate dai timori di un rallentamento del settore. «Una delle cose davvero positive della memoria è che se ne può sempre utilizzare di più», ha dichiarato il manager.
HBM e LPDDR al centro della strategia
Huang ha sottolineato come le memorie HBM (High Bandwidth Memory), fondamentali per acceleratori e sistemi dedicati all'IA, resteranno impiegate negli anni a venire. NVIDIA punta inoltre su quantitativi crescenti di LPDDR, tecnologia tradizionalmente usata nei dispositivi mobili: «Siamo la prima azienda al mondo ad aver introdotto nei datacenter le memorie LPDDR degli smartphone, ottenendo un'efficienza energetica doppia rispetto a qualsiasi altra soluzione disponibile».
Le dichiarazioni arrivano dopo una settimana negativa per i titoli della memoria, innescata anche da un editoriale pubblicato il 15 ottobre da una testata sudcoreana. Secondo due esperti citati, il mercato potrebbe essere investito da una «valanga di nuova offerta», trasformandosi entro il 2029 in un settore dalla concorrenza aggressiva, con la fine del superciclo attuale. Un aumento della produzione con domanda meno sostenuta potrebbe pressionare prezzi e margini di SK Hynix, Samsung e Micron.
La Cina e le restrizioni USA
Anche Elon Musk è intervenuto sul tema, prevedendo che nel 2028 la Cina produrrà «una quantità enorme di RAM». Interrogato sulla possibilità di collaborare con ChangXin Memory Technologies (CXMT), Huang si è detto aperto: «Collaboriamo con aziende cinesi; praticamente tutto il mondo le utilizza in qualche punto della propria catena di fornitura». Il CEO ha poi elogiato le capacità manifatturiere del Paese asiatico, da prendere «molto sul serio».
Sul fronte geopolitico, Huang ha sostenuto che le restrizioni commerciali di Washington hanno accelerato lo sviluppo dell'industria cinese dei semiconduttori: «La Cina ha sicuramente accelerato a causa di tutte queste restrizioni». Ha comunque espresso fiducia nelle aziende tech statunitensi, definite «potenti» e pronte a competere con chiunque.