AST SpaceMobile alza la posta nella corsa alla connettività satellitare diretta verso gli smartphone. L'azienda texana ha annunciato Blacklift, un nuovo razzo spaziale riutilizzabile progettato per portare in orbita bassa terrestre la costellazione di satelliti BlueBird. La mossa segna un cambio di passo: non più solo satelliti, ma anche un vettore di lancio proprietario per ridurre la dipendenza dai fornitori esterni.
Propulsione affidata a Firefly Aerospace
Il cuore tecnologico di Blacklift saranno i motori sviluppati da Firefly Aerospace: si tratta di Miranda e Vira, soluzioni pensate per garantire spinta e affidabilità nei lanci orbitali. La scelta di un partner già rodato nel settore dei piccoli lanciatori permette ad AST SpaceMobile di accelerare i tempi senza partire da zero sulla propulsione, concentrandosi invece sull'integrazione del vettore e sulla logistica dei lanci.
Perché un razzo tutto suo
La strategia è chiara: controllare l'intera filiera, dal satellite al lancio, significa ridurre i costi e aumentare la frequenza delle missioni. I BlueBird sono progettati per offrire connettività mobile direttamente dal cielo, senza bisogno di antenne dedicate, e una flotta numerosa richiede lanci cadenzati. Un razzo riutilizzabile come Blacklift punta proprio a questo: abbattere i tempi tra una missione e l'altra e rendere sostenibile la crescita della costellazione.
Il settore dei lanci spaziali commerciali si prepara quindi a un nuovo concorrente, con AST SpaceMobile che passa da cliente a operatore integrato. Se Blacklift rispetterà le promesse, la società potrebbe ritagliarsi un ruolo da protagonista non solo nella banda larga satellitare, ma anche nel mercato dei vettori riutilizzabili, sempre più affollato e competitivo.