Meta torna a spingere sull'intelligenza artificiale di frontiera con Muse Wonder, una nuova famiglia di modelli progettata soprattutto per gli agenti IA: sistemi capaci di completare attività complesse utilizzando strumenti e applicazioni al posto dell'utente. L'annuncio arriva da Meta Superintelligence Labs, il gruppo che sviluppa i modelli più avanzati dell'azienda, dopo il debutto di Muse Spark e l'aggiornamento alla versione 1.3.
Due varianti e un contesto da un milione di token
La famiglia comprende due versioni: Muse Wonder e Muse Wonder Full, pensate per attività personali e professionali, dalla gestione di informazioni contestuali alla programmazione su progetti complessi. Entrambe accettano testo, immagini, video e audio e gestiscono un contesto fino a un milione di token, utile per elaborare grandi quantità di dati o mantenere il filo di lavori articolati. L'addestramento è avvenuto nel data center Prometheus, in Ohio, una struttura con una potenza di calcolo nell'ordine dei gigawatt.
Active Memory e Active Focus: le carte vincenti
Due le capacità su cui Meta insiste di più. Active Memory permette al modello di conservare informazioni rilevanti sull'utente tra conversazioni diverse e recuperarle quando servono, riducendo la dipendenza dai dati forniti ogni volta da zero. Active Focus riguarda invece la capacità di perseguire un obiettivo anche quando il lavoro si complica: provare approcci alternativi, superare ostacoli, adattarsi a nuove informazioni e chiedere chiarimenti prima di azioni importanti. Funzioni cruciali per gli agenti, che devono coordinare più operazioni e usare strumenti diversi mantenendo una direzione coerente.
Sul fronte dei benchmark, i risultati sono interessanti. Nell'Artificial Analysis Intelligence Index, Muse Wonder Full raggiunge 56 punti, superando i 53 di GPT-6 Astra e Claude Fable 5.1, ma resta dietro a Claude Opus 5.5 con 58 punti. Nel benchmark DeepSWE, dedicato alla programmazione prolungata, Muse Wonder Full risolve il 79% dei compiti, contro il 74% di GPT-6 Astra e Opus 5.5. Il quadro si ribalta su OSWorld, dove l'uso autonomo del computer premia Opus 5.5 e Fable 5.1. Va però ricordato che i dati DeepSWE non provengono tutti dalla stessa fonte: quelli di GPT-6 Astra sono dichiarati da OpenAI, mentre Muse Wonder e Opus 5.5 sono attribuiti a Datacurve.
Muse Wonder è già disponibile tramite Meta Model API e Muse Code, mentre Muse Wonder Full è riservato agli abbonati a Muse Code. L'arrivo nell'app Muse è previsto a breve, con priorità agli utenti in abbonamento. Meta intende usare Wonder anche per potenziare la generazione di contenuti e i flussi di lavoro che richiedono ragionamento avanzato, sviluppando in futuro modelli specializzati per un pubblico più ampio. Sul fronte sicurezza, la scheda tecnica ammette che senza contromisure il modello potrebbe raggiungere la soglia di rischio elevato in ambito chimico e biologico; l'azienda afferma di averlo ridotto a un livello moderato con addestramento specifico e filtri di sistema, rafforzando le protezioni contro usi impropri e istruzioni ostili.