Spotify vuole portare l'intelligenza artificiale direttamente nelle playlist degli utenti. Secondo un'indiscrezione riportata dal Financial Times, la piattaforma di streaming musicale sta lavorando a un add-on basato sull'IA capace di generare remix e cover dei brani esistenti, con un lancio previsto entro il primo trimestre del 2027. Un salto che trasformerebbe l'ascolto passivo in creazione attiva, ma che avrebbe un costo tutt'altro che simbolico per gli abbonati.
Quanto costerà il nuovo piano
Stando alle fonti citate dal quotidiano britannico, l'opzione IA verrebbe proposta come servizio aggiuntivo da 4 a 5 dollari al mese. Il punto è che questo supplemento si sommerebbe al prezzo dell'abbonamento tradizionale, portando la spesa complessiva a un aumento di quasi il 40% rispetto al piano attuale. Un rincaro significativo, che rischia di far storcere il naso a chi già paga per la musica in streaming e che potrebbe spingere parte degli utenti verso alternative più economiche.
La mossa rientra in una strategia più ampia: Spotify cerca nuove fonti di ricavo oltre agli abbonamenti classici e alla pubblicità, puntando su funzionalità esclusive che giustifichino un prezzo più alto. Strumenti simili, del resto, sono già comparsi in altri settori creativi, dove l'IA generativa viene venduta come valore aggiunto a pagamento.
Le domande aperte: diritti e qualità
Restano però nodi importanti da sciogliere. La creazione di remix e cover solleva questioni delicate sul fronte dei diritti d'autore: chi possiede il brano generato? Come vengono remunerati gli artisti originali? E quale sarà la qualità effettiva dei contenuti prodotti dall'IA?
Al momento Spotify non ha confermato ufficialmente né i tempi né i prezzi dell'iniziativa, e l'indiscrezione va quindi trattata con cautela. Se il progetto dovesse concretizzarsi, però, il 2027 potrebbe segnare un cambio di passo per l'intero settore dello streaming musicale, sempre più orientato verso un modello ibrido tra ascolto e creazione assistita dall'intelligenza artificiale.