Il futuro delle auto a combustione in Europa potrebbe non essere più a emissioni zero. Il Parlamento UE sta valutando un compromesso che allenterebbe gli obiettivi climatici per il settore automobilistico: dal 2035, le nuove vetture non dovranno più azzerare completamente le emissioni di CO₂ allo scarico, ma ridurle «solo» del 87,5% rispetto ai livelli del 2021. Una decisione che, se confermata, segnerebbe una significativa marcia indietro rispetto al piano originale del Green Deal.
Un dietrofront atteso dal settore
La notizia arriva dopo mesi di pressioni da parte dell'industria automobilistica, che aveva definito irrealistico l'obiettivo del 100% di riduzione entro il 2035. Il compromesso, sostenuto il 22 ottobre 2026 dalle commissioni competenti, prevede quindi una finestra di tolleranza per i costruttori: le auto endotermiche potranno continuare a essere vendute, purché accompagnate da un miglioramento tecnologico consistente. Non si tratta di un via libera ai motori tradizionali, ma di un percorso più graduale verso la decarbonizzazione.
Cosa cambia per costruttori e consumatori
Se il testo dovesse passare, i produttori avrebbero più tempo per adattare le proprie gamme, investendo in ibridi plug-in e tecnologie a basse emissioni senza dover abbandonare del tutto i motori a combustione interna. Per i consumatori, questo potrebbe significare una maggiore disponibilità di modelli accessibili e una transizione meno brusca verso l'elettrico puro. Resta però da capire l'impatto ambientale: l'87,5% di riduzione è comunque un obiettivo ambizioso, ma lascia aperta la porta a una quota residua di emissioni che gli scienziati considerano problematica.
La partita è ancora aperta: il compromesso dovrà essere votato in aula e negoziato con il Consiglio UE. Se approvato, rappresenterà un cambio di rotta significativo per la politica climatica europea, bilanciando ambizioni ambientali e realtà industriale.