Il Neil Gehrels Swift Observatory della NASA sta per concludere la sua lunga corsa. Secondo le ultime previsioni della Space Force, il rientro nell'atmosfera è atteso per mercoledì 4 novembre intorno alle 3:30 del mattino sulla costa orientale degli Stati Uniti, le 9:30 in Italia. L'incertezza resta di circa 11 ore, quindi l'orario potrebbe slittare: gli aggiornamenti arriveranno direttamente da NASA e Space Force.
Il satellite pesa circa 1.450 chilogrammi. La NASA prevede che la maggior parte della struttura si disintegri attraversando l'atmosfera, ma alcuni componenti potrebbero sopravvivere. Data la bassa inclinazione orbitale, gli eventuali frammenti cadrebbero tra 20,6 gradi di latitudine sud e 20,6 gradi nord, quindi lontano dall'Europa. La probabilità che qualcuno venga colpito è di circa 1 su 2.100, un rischio giudicato improbabile.
Il salvataggio fallito di LINK
Swift stava perdendo quota più in fretta del previsto a causa dell'attrito atmosferico. Per tenerlo in vita, a settembre 2025 la NASA aveva affidato un contratto da 30 milioni di dollari a Katalyst Space Technologies, azienda dell'Arizona, per costruire in meno di un anno un veicolo di soccorso. Si chiamava LINK, aveva le dimensioni di un frigorifero e tre bracci robotici con cui avrebbe dovuto agganciare il telescopio e spingerlo su un'orbita più alta. Nessun veicolo privato aveva mai catturato e rialzato un satellite non progettato per essere riparato in orbita.
LINK è partito il 3 luglio, ma ha avuto problemi di controllo dell'assetto e non è riuscito a stabilizzarsi. Anche dopo aver ripreso il controllo con nuovo software, il carburante rimasto non bastava per la manovra e a metà agosto la missione di salvataggio è stata annullata. LINK è poi rientrato nell'atmosfera il 25 settembre. Shawn Domagal-Goldman, direttore della Divisione Astrofisica della NASA, ha spiegato che l'agenzia sapeva di tentare un'impresa ad alto rischio e alto potenziale, e che l'esperienza resta utile per le future missioni di assistenza ai satelliti.
Vent'anni di scoperte
Il 20 ottobre Swift ha effettuato la sua ultima osservazione, quando l'orbita era scesa sotto i 275 chilometri e il crescente attrito non gli permetteva più di puntare con stabilità i bersagli. La NASA ha quindi dichiarato conclusa la missione scientifica. Lanciato il 20 novembre 2004, il telescopio era stato progettato per una missione primaria di due anni e ne ha lavorati più di venti, osservando oltre 2.000 lampi gamma e più di 1.400 supernove, con dati confluiti in circa 7.000 articoli scientifici.
Un risultato storico resta quello del maggio 2005, quando Swift ha rilevato per la prima volta il bagliore residuo di un lampo gamma breve durato appena 0,03 secondi, confermando che questi eventi nascono probabilmente dalla fusione di due stelle di neutroni. L'archivio della missione, circa 12 terabyte, è pubblico. Nel 2018 il satellite era stato intitolato a Neil Gehrels, il suo primo responsabile scientifico scomparso nel 2017. Nel frattempo la NASA sta valutando come garantire osservazioni rapide degli eventi cosmici con i telescopi già in orbita e con nuove soluzioni commerciali.