I Googlebook, eredi dei Chromebook, promettono accesso al vasto catalogo di applicazioni Android tramite il Play Store, proprio come su uno smartphone. Tuttavia, i primi utenti hanno notato una stranezza: servizi come Gmail e YouTube non vengono eseguiti nelle rispettive app Android, ma attraverso versioni web. Una scelta che ha sollevato più di un dubbio sul funzionamento delle applicazioni sul nuovo dispositivo.
Versioni web o app native?
Gmail, Docs e Fogli sono in realtà applicazioni web lanciate su Chrome, ovvero PWA (Progressive Web App). Anche YouTube e YouTube Music funzionano in questo modo sul Googlebook, come TWA (Trusted Web Activities): vengono visualizzate su Chrome ma senza l'interfaccia del browser. Al contrario, altri servizi Google come Keep si avviano effettivamente come applicazione Android. Questo funzionamento è intenzionale, spiega Google.
«Riteniamo che gli utenti dovrebbero poter usufruire della migliore versione delle nostre applicazioni sul loro Googlebook. Per gli strumenti di produttività come Docs, Fogli e Gmail, l'esperienza web completa da desktop rappresenta il riferimento sui computer portatili, poiché queste applicazioni sono state ottimizzate per oltre due decenni specificamente per un utilizzo su browser desktop», giustifica Mishaal Rahman di Google su Reddit.
La questione del touch e la scelta dell'utente
L'argomentazione regge, ma non bisogna dimenticare che tutti i Googlebook hanno uno schermo touch. Uno di essi può persino ribaltare lo schermo per trasformare il PC in tablet. Navigare su un'applicazione Android con la punta delle dita è più intuitivo che farlo sulla versione desktop della stessa. Nulla di insormontabile, anche se si comprende lo stupore di fronte a quella che sembra un limite.
Diversi utenti in rete rispondono che bisognerebbe poter lasciare la scelta tra PWA e app Android agli utenti. Ma Big G potrebbe non voler offrire la possibilità di scegliere tra l'app Android e la versione web dello stesso servizio, perché teme che avere due versioni disponibili possa creare confusione. Una decisione che continua a far discutere, mentre i Googlebook si preparano al debutto sul mercato.