La startup Endurance Energy ha compiuto un passo importante verso lo sfruttamento dell'energia geotermica dei fondali oceanici. Il suo prototipo Adélie ha infatti generato elettricità sfruttando il calore di un vulcano sottomarino situato a circa 1.500 metri di profondità, in acque statunitensi. Un esperimento che apre scenari interessanti per l'approvvigionamento energetico delle zone remote del pianeta.
Un traguardo tecnico incoraggiante
Durante il test, il dispositivo ha prodotto 60 wattora in 29 secondi, riuscendo a mantenersi autosufficiente per 8,7 secondi. Numeri apparentemente modesti, ma che dimostrano la fattibilità del principio: convertire il calore delle sorgenti idrotermali in energia elettrica utilizzabile. Il sistema è progettato per resistere alle condizioni estreme degli abissi, dove pressione e temperature mettono alla prova qualsiasi componente elettronico.
Verso impianti commerciali per le isole del Pacifico
L'obiettivo dichiarato della startup è ora quello di migliorare la tecnologia e passare dalla fase prototipale a quella commerciale. Le isole del Pacifico rappresentano il mercato ideale: molte di esse dipendono ancora da costosi generatori a diesel, mentre il vulcanismo sottomarino è diffuso lungo gli archi insulari. Impianti di questo tipo potrebbero garantire energia continua e a basse emissioni, riducendo la dipendenza dai combustibili fossili.
Il successo del test non significa però che la strada sia in discesa. Serviranno nuovi cicli di sperimentazione per aumentare la potenza erogata e la durata dell'autonomia, oltre a soluzioni per la manutenzione a profondità proibitive. Se la tecnologia supererà questi ostacoli, l'energia geotermica sottomarina potrebbe diventare una delle fonti più promettenti per la transizione energetica delle comunità costiere.