Il servizio statistico federale russo Rosstat ha confermato di essere stato vittima di una serie di attacchi informatici coordinati tra il 29 e il 31 ottobre. I portali centrali e regionali dell'ente sono stati resi inaccessibili per ore, alimentando speculazioni su una possibile fuga di dati sensibili. La notizia, diffusa inizialmente da canali indipendenti russi, è stata poi parzialmente ammessa dalla stessa agenzia governativa, che ha parlato di «interruzioni tecniche» senza fornire dettagli sulle cause.
Dati riservati sulle vittime della guerra
Secondo le prime ricostruzioni, gli hacker avrebbero sottratto archivi riservati contenenti statistiche sulle vittime della guerra in Ucraina. Si tratterebbe di numeri impressionanti, mai resi pubblici dal Cremlino, che includerebbero perdite militari e civili. L'attacco avrebbe preso di mira proprio i database interni utilizzati per la raccolta dei dati sensibili, un obiettivo strategico per chiunque voglia far luce sulle reali dimensioni del conflitto. Le autorità russe non hanno confermato l'entità del furto, ma l'episodio getta ombre sulla sicurezza delle infrastrutture digitali del Paese.
Impatto sul settore e sulla trasparenza
L'attacco a Rosstat rappresenta un duro colpo per la credibilità del sistema statistico russo, già accusato di manipolare le informazioni economiche e sociali. La compromissione di dati così delicati potrebbe avere ripercussioni sia sul piano interno, con possibili ricadute sulla propaganda di guerra, sia su quello internazionale, alimentando dubbi sulla trasparenza delle comunicazioni ufficiali. Esperti di cybersicurezza sottolineano come questo episodio confermi la crescente vulnerabilità delle istituzioni russe di fronte a offensive informatiche sempre più sofisticate, in un contesto di guerra ibrida che non risparmia nemmeno gli archivi statistici.