Dopo oltre 35 anni di osservazioni dell'Universo, il telescopio spaziale Hubble rischia di concludere la propria avventura prima del previsto. La NASA sta valutando di affidarsi alle aziende private per prolungarne la vita operativa, riportarlo su un'orbita più alta e, se necessario, organizzare un rientro controllato a fine missione. L'agenzia ha pubblicato una richiesta di informazioni rivolta agli operatori del settore per capire quali soluzioni siano concretamente realizzabili e quanto costerebbe un eventuale intervento.
Un'orbita che scende, un tempo che stringe
Il tempo a disposizione non è illimitato. Hubble continua a produrre risultati scientifici importanti, ma la sua orbita si sta progressivamente abbassando: anche a bassa quota è presente una tenue atmosfera che genera resistenza e rallenta i veicoli spaziali. Il telescopio non dispone di un sistema di propulsione autonomo per compensare l'effetto, quindi senza un intervento esterno la traiettoria continuerà a modificarsi fino al rientro atmosferico. Le stime NASA indicano il 2033-2034 come finestra più probabile, con una probabilità del 10% di rientro entro settembre 2032 e del 50% entro dicembre 2033.
La richiesta pubblicata dal Goddard Space Flight Center individua tre strade: riportare Hubble ad almeno 600 chilometri di altitudine, effettuare una missione di manutenzione per migliorarne le condizioni, oppure gestire la fine della missione con un rientro controllato o un altro smaltimento orbitale. Nel primo caso il veicolo incaricato dovrebbe raggiungere il telescopio, avvicinarsi in sicurezza, catturarlo e trasferirlo senza danneggiarlo: un'operazione tecnicamente delicata che richiede competenze su avvicinamento, aggancio e controllo.
Dalle missioni Shuttle al futuro commerciale
L'ipotesi manutenzione richiama le storiche missioni degli astronauti durante il programma Space Shuttle, che permisero di riparare il telescopio e sostituire strumenti scientifici. L'ultimo intervento, la STS-125, risale a maggio 2009 e da allora Hubble ha lavorato senza ulteriori supporti diretti. Oggi la NASA non dispone più degli Shuttle, quindi una missione commerciale dovrebbe risolvere numerosi problemi tecnici e organizzativi. Le aziende interessate dovranno illustrare capacità di lancio, rendez-vous, cattura e gestione, oltre a maturità tecnologica, tempi, rischi e costi.
Se prolungare la vita del telescopio non fosse sicuro e sostenibile, l'alternativa sarebbe un intervento per gestirne il rientro o lo smaltimento orbitale, riducendo i rischi di una discesa incontrollata. La NASA non ha ancora scelto: la richiesta del 29 ottobre serve a raccogliere informazioni, con risposte entro le 15:00 EST del 30 novembre 2026. In gioco c'è il valore di uno strumento operativo dal 1990, che ogni anno contribuisce a oltre 1.000 pubblicazioni e riceve richieste di tempo osservativo superiori di sette volte alla disponibilità effettiva.