Il mondo delle console è in subbuglio dopo che Microsoft ha iniziato a tastare il terreno per un possibile ritorno alle esclusive totali su Xbox, coinvolgendo alcune delle serie di punta del catalogo Bethesda. Secondo quanto emerso, lo scorso 13 ottobre l'azienda avrebbe distribuito un sondaggio a un gruppo ristretto di utenti, alimentando voci su un futuro senza PlayStation per franchise del calibro di The Elder Scrolls e Fallout.
Un sondaggio che sa di strategia
La mossa rientrerebbe in una più ampia riflessione strategica di Microsoft, che dopo l'acquisizione di ZeniMax Media (casa madre di Bethesda) si trova a gestire un numero enorme di IP di successo. Finora la società ha mantenuto una linea morbida, pubblicando titoli come Starfield e Hi-Fi Rush anche su piattaforme concorrenti, ma il vento potrebbe cambiare. Il sondaggio del 13 ottobre sembra chiedere agli utenti se l'assenza di questi giochi su PlayStation influenzerebbe la loro scelta d'acquisto, un classico indicatore di possibili decisioni future.
Impatto sul mercato e sui giocatori
Se Microsoft dovesse davvero rendere esclusive Xbox le prossime iterazioni di The Elder Scrolls e Fallout, l'onda d'urto sarebbe enorme. Da un lato, spingerebbe molti giocatori a considerare l'acquisto di una Xbox Series X|S o di un abbonamento a Game Pass; dall'altro, rischierebbe di alienare una fetta consistente di pubblico fedele a PlayStation. La mossa avrebbe anche ripercussioni sugli sviluppatori, che vedrebbero ridursi il bacino d'utenza potenziale, ma con maggiori incentivi a ottimizzare per l'ecosistema Microsoft.
Al momento si tratta solo di speculazioni, ma il sondaggio del 13 ottobre è un segnale che Microsoft sta valutando seriamente un cambio di rotta. Nei prossimi mesi capiremo se l'azienda di Redmond deciderà di giocare la carta dell'esclusività totale o se continuerà con la strategia multipiattaforma. Una cosa è certa: il futuro di The Elder Scrolls 6 e del prossimo Fallout è più incerto che mai.