La NASA ha presentato in conferenza stampa il piano aggiornato per accelerare le missioni Artemis e riportare astronauti sulla Luna entro il 2028. L'approccio generale resta invariato: Artemis IV partirà con la capsula Orion e il razzo SLS, mentre sarà Starship di SpaceX o il Blue Moon Mk2 di Blue Origin a scendere sulla superficie, in base a quale lander sarà pronto per primo. La vera novità riguarda le dinamiche tra i veicoli e i punti di rendez-vous.
Addio all'orbita NRHO
La NASA elimina il requisito per i lander di attraccare con Orion nella complessa orbita lunare quasi-rettilinea ad alone (NRHO), scenario legato alla stazione Gateway. Con Starship, il veicolo aggancerà Orion in orbita alta terrestre ed eseguirà la manovra di inserzione translunare, spingendo la capsula fino a un'orbita lunare bassa. Per farlo, SpaceX dovrà lanciare diverse navicelle serbatoio per rifornire Starship HLS prima del lancio di Orion.
Il numero esatto di voli non è ancora definito. Jeremy Parsons, responsabile del programma Artemis, ha smentito l'ipotesi circolata di 22 lanci. La stima di SpaceX di 6-8 rifornimenti è vista dalla NASA come uno scenario ottimale a piena maturità del veicolo. La cifra definitiva arriverà solo dopo il test di trasferimento di propellente in orbita, previsto per l'inizio del 2027, che misurerà l'efficienza del travaso e i tassi di evaporazione, oggi stimati tra il 5% e il 10%.
Il piano Blue Origin e le tute Sortie
Con Blue Origin il rendez-vous avverrà in orbita lunare. Tre stadi di trasferimento derivati dal cargo Mark 1 agiranno da rimorchiatori spaziali, lanciati singolarmente con razzi New Glenn e agganciati in orbita terrestre bassa. Due stadi spingeranno l'insieme in orbita ellittica, il terzo eseguirà l'inserzione translunare verso un'orbita polare ellittica, dove avverrà l'incontro con Orion. La NASA studia anche un Centaur V esteso di ULA per portare Orion direttamente in orbita lunare bassa.
Per alleggerire i lander, l'agenzia lavora con Axiom su una tuta semplificata Sortie: la massa scende da oltre 500 a circa 250 libbre (113 kg) e potrà essere indossata direttamente dentro il lander nelle fasi critiche, come nelle missioni Apollo. Entrambi i modelli restano in sviluppo: la tuta completa sarà testata sulla Stazione Spaziale Internazionale nel 2027, mentre la Sortie verrà consegnata entro fine anno. La scelta tra i due concept dipenderà dai risultati di Artemis III, che nel 2027 testerà le tecnologie chiave in orbita terrestre bassa.