Basta un annuncio di un nuovo gioco bloccato a 30 fotogrammi al secondo per scatenare polemiche sui forum. Con l'arrivo di PlayStation 5 Pro, molti si aspettavano che il problema del framerate sparisse una volta per tutte. Eppure non è così: la console più potente di Sony non garantisce i 60 fps, e il motivo è più complesso di quanto sembri.
La potenza non è tutto
Il framerate non dipende solo dalla scheda grafica. Gli sviluppatori devono bilanciare risoluzione, effetti visivi e stabilità: spesso scelgono di spingere sulla qualità grafica a 30 fps per offrire un impatto visivo più spettacolare, soprattutto nei titoli tripla A. La PS5 Pro, con il suo GPU potenziato e il PSSR (PlayStation Spectral Super Resolution), permette di alzare la risoluzione e i dettagli, ma non può imporre un frame rate più alto se il gioco è progettato per i 30 fps.
Le scelte degli sviluppatori
In molti casi, i team di sviluppo preferiscono mantenere un target fisso a 30 fps per garantire una resa visiva coerente e sfruttare al massimo l'hardware. La PS5 Pro offre modalità a 60 fps in alcuni giochi, ma si tratta di una decisione che spetta agli studi, non a Sony. Inoltre, il CPU della console è rimasto simile a quello della PS5 base, e questo limita i giochi che dipendono pesantemente dalla fisica o dall'intelligenza artificiale.
In definitiva, la PS5 Pro è uno strumento potente, ma non può cambiare le priorità degli sviluppatori. I 30 fps resteranno un compromesso comune, e la vera differenza la faranno le scelte di design dei singoli giochi.