Il mercato dei droni consumer premia chi sa far crescere il prodotto anche dopo l'acquisto, e Antigravity sembra averlo capito bene. Con tre nuovi accessori, l'A1 cambia pelle a seconda di chi lo usa: l'appassionato che vuole farsi seguire mentre corre, il pilota che pretende i joystick fisici, il creator che gira dove la copertura di rete è incerta. Le novità si chiamano Pack Tracciamento, Pack Radiocomando e Modulo Cellulare 4G, e sono già disponibili sul sito ufficiale del marchio.
Il follow-me che registra tutto intorno
Il pacchetto che attirerà più attenzione è il Pack Tracciamento, che trasforma l'A1 in un drone follow-me capace di riprese 8K a 360°. Un normale drone da inseguimento tiene una camera puntata su chi segue, e se il soggetto fa qualcosa di inatteso l'inquadratura è già persa. Con l'A1 la ripresa è sferica: il drone registra tutto ciò che lo circonda, e chi pedala, scia o gioca con i figli può smettere di pensare alla camera. Il bello arriva dopo l'atterraggio: dalla stessa ripresa si può passare da un soggetto all'altro, creare panoramiche ed effetti cinematografici, decidendo l'inquadratura in montaggio. Il bundle abbina il tracciamento visivo al sistema GNSS integrato nel telecomando da polso, per un inseguimento più preciso anche quando il soggetto è parzialmente nascosto. Debutta anche la funzione drag-to-fly: con il telecomando ad anello si orienta la direzione di volo e si modifica l'inquadratura con semplici movimenti della mano.
Joystick classici e rete 4G di riserva
Non tutti vogliono gestire un drone con un gesto della mano. Molti piloti, soprattutto chi arriva dall'FPV, si sentono a casa solo con due stick fisici: il Pack Radiocomando porta sull'A1 i comandi classici a doppio joystick, per manovre complesse e traiettorie costruite con cura. Il pacchetto introduce anche la modalità Fixed View, che allinea la visuale alla direzione del drone e permette di regolare l'inquadratura tramite il Virtual Gimbal. Un dettaglio da non trascurare: per volare con questo radiocomando serve comunque il Visore Vision, quindi chi punta su questa configurazione deve metterlo in conto.
Chi vola spesso sa che il momento peggiore è quello in cui il video si blocca e il drone è lontano. Il Modulo Cellulare 4G nasce per ridurre questo rischio: non sostituisce la connessione principale, ma si affianca a OmniLink 360 e interviene come backup se il link primario subisce interferenze. In zone urbane piene di segnali, in una valle o in un bosco fitto dovrebbe garantire un video più affidabile e una trasmissione più fluida su distanze maggiori. Il modulo ha una eSIM integrata, comoda per i viaggi, ma Antigravity avverte che piani dati e disponibilità della rete possono variare da regione a regione: prima di un viaggio all'estero conviene controllare cosa è disponibile nel Paese di destinazione.
La configurazione più completa richiede un investimento importante, ma il sistema resta modulare: si può partire dal tracciamento, aggiungere il radiocomando e inserire il 4G solo se si vola spesso in zone difficili. Dopo i primi test sul campo si capirà se il rapporto qualità-prezzo regge davvero.