I MSP (Managed Service Provider), ovvero le aziende che gestiscono l'infrastruttura informatica per conto di imprese prive di un reparto IT interno, si trovano di fronte a un paradosso: non possono più fare a meno dell'intelligenza artificiale, ma temono che questa stessa tecnologia possa erodere il loro modello di business. Secondo il CEO di una società che sviluppa software per il settore, il costo del personale sta diventando insostenibile, spingendo molti MSP verso l'automazione.
Un costo del lavoro insostenibile
La pressione sui margini è sempre più forte. Assumere e trattenere tecnici qualificati è costoso e complicato, e l'AI promette di automatizzare molte attività ripetitive, dal monitoraggio dei sistemi alla gestione dei ticket. Tuttavia, gli MSP si trovano in una posizione delicata: da un lato devono adottare l'AI per restare competitivi e ridurre i costi, dall'altro rischiano di cannibalizzare i propri servizi. Se un algoritmo può fare il lavoro di un team, perché un cliente dovrebbe continuare a pagare per un servizio gestito tradizionale?
Il dilemma strategico
La soluzione, secondo gli esperti, non è rifiutare l'AI ma reinventare il ruolo dell'MSP. Invece di vendere ore di manodopera, i fornitori potrebbero offrire competenze specialistiche nell'implementazione e nella governance dell'AI, diventando consulenti strategici per i clienti. Il rischio, però, è che le aziende più grandi sviluppino capacità interne, tagliando fuori gli MSP. Il settore si trova quindi a un bivio: abbracciare l'automazione per sopravvivere, accettando di ridimensionare la propria forza lavoro, oppure puntare su servizi a valore aggiunto che l'AI non può replicare facilmente, come la relazione con il cliente e la comprensione profonda dei processi aziendali.