Il nuovo regolamento (UE) 2026/1744, firmato l'8 luglio 2026 e pubblicato in Gazzetta ufficiale il 24 luglio, ha ufficialmente spostato al 2 dicembre 2027 l'entrata in vigore degli obblighi per i sistemi di intelligenza artificiale ad alto rischio elencati nell'allegato III. Una proroga che impatta direttamente il mondo delle risorse umane, dove l'IA è sempre più usata per selezione, valutazione e gestione del personale.
Cosa cambia per le HR
La modifica normativa concede alle aziende e ai fornitori di soluzioni HR un rinvio di fatto, ma non cancella gli adempimenti già operativi. Restano infatti vincolanti gli obblighi di trasparenza verso i candidati e i dipendenti, la valutazione d'impatto sui diritti fondamentali e le regole sulla sorveglianza umana per i sistemi già in uso. In altre parole, chi utilizza algoritmi per screening o analisi delle performance deve continuare a garantire supervisione e informazione, indipendentemente dalla nuova scadenza.
Obblighi che non slittano
Il rinvio riguarda solo l'applicazione degli obblighi specifici per i sistemi ad alto rischio dell'allegato III, ma non tocca i divieti e i principi generali entrati in vigore con l'AI Act. Le pratiche vietate, come il riconoscimento emotivo sul lavoro e il social scoring, restano illegali. Inoltre, le autorità di vigilanza possono già richiedere documentazione e prove di conformità. Per le aziende HR, quindi, la proroga non è un via libera all'improvvisazione: è un'occasione per mettere a punto processi di governance e audit interni prima del 2027.
La scadenza del 2 dicembre 2027 diventa così un traguardo da preparare con anticipo, soprattutto per chi adotta strumenti di intelligenza artificiale nelle decisioni sul personale. Il consiglio è di mappare i sistemi in uso, verificare i contratti con i fornitori e formare il personale HR sui nuovi obblighi di trasparenza e non discriminazione. Solo così il rinvio si trasformerà in un vantaggio competitivo, invece che in un rischio di compliance.