L'avvento dell'intelligenza artificiale sta provocando un terremoto nel mondo dei siti Web, e uno dei simboli italiani del settore, Aranzulla.it, ne è la prova più evidente. Salvatore Aranzulla ha esposto numeri impietosi in un'intervista al Corriere: i click sono passati da una media di 1 milione al giorno nel 2024 a 500.000 nel 2025, praticamente dimezzati in dodici mesi. Un crollo che racconta meglio di qualsiasi analisi come le abitudini di navigazione siano cambiate radicalmente.
Il paradosso dei ricavi: fatturato su, utili giù
Il dato ancora più sorprendente riguarda i conti economici. Il fatturato dell'azienda è sì cresciuto, passando da 7,9 milioni a 8,39 milioni di euro, ma gli utili netti sono precipitati: da 2,33 milioni a poco più di 640.000 euro, con un calo superiore al 70%. Aranzulla spiega che la società è costretta a investire nell'acquisto di traffico per mantenere un posizionamento favorevole sui motori di ricerca. In sostanza, bisogna spendere di più per guadagnare sempre meno.
La causa: l'AI che risponde senza far cliccare
Il problema principale, secondo l'imprenditore, è che strumenti come ChatGPT e le AI Overview di Google prelevano i contenuti dei siti e forniscono le risposte direttamente agli utenti, senza che questi clicchino sul link per raggiungere la fonte. Una dinamica particolarmente deleteria per un portale come Aranzulla.it, focalizzato su guide e tutorial pensati proprio per rispondere alle ricerche degli utenti. L'imprenditore aveva già lanciato l'allarme nei mesi scorsi, ma ora i numeri confermano una tendenza strutturale.
Nonostante la situazione, Aranzulla si era detto in passato pronto anche allo scenario più drastico, ovvero la chiusura del portale: potrebbe vivere di rendita con il denaro accumulato finora. Una dichiarazione che, alla luce dei dati attuali, suona sempre meno come un'ipotesi remota e sempre più come una concreta via d'uscita per un intero modello di business messo in crisi dall'AI generativa.