LaLiga ha presentato alla Commissione Europea una richiesta formale per inserire NordVPN, ProtonVPN, ExpressVPN e Surfshark nella prossima Counterfeit and Piracy Watch List, il documento che Bruxelles aggiorna periodicamente e che per il 2027 potrebbe includere per la prima volta i grandi fornitori di VPN. La segnalazione, riportata da TorrentFreak, è contenuta in un documento di 14 pagine in cui la lega spagnola non contesta la legalità della tecnologia VPN in sé, ma il modo in cui alcuni programmi di affiliazione ne promuoverebbero l'uso per aggirare blocchi geografici e misure antipirateria.
Il nodo dei programmi di affiliazione
Secondo LaLiga, siti e influencer che partecipano ai programmi di affiliazione delle VPN pubblicano guide aggiornate alla stagione calcistica 2026/27, spiegando come utilizzare questi servizi per accedere a trasmissioni gratuite o a prezzo inferiore in altri Paesi. Le pubblicazioni indicherebbero i provider da utilizzare, fornirebbero link per sottoscrivere gli abbonamenti e genererebbero commissioni sulle vendite, arrivando in alcuni casi a spiegare esplicitamente come collegarsi a server esteri per aggirare il geoblocking. Per la lega, questa condotta supera il ruolo di semplice intermediario tecnico: "la commercializzazione deliberata dell'elusione, condotta a distanza attraverso programmi di affiliazione", si legge nel documento.
Diritti territoriali e blocchi pirata
Il problema investe anche i diritti televisivi venduti su base territoriale: accedere a una trasmissione legittimamente disponibile in un altro Paese tramite VPN non equivale necessariamente a piratare, ma può entrare in conflitto con il modello di distribuzione adottato dai titolari. La seconda contestazione riguarda le guide che illustrano come superare i blocchi imposti ai siti di streaming pirata, grazie al traffico cifrato e instradato attraverso server esteri. LaLiga cita anche il settore dei siti di comparazione VPN e il gruppo Kape Technologies, proprietario di diversi servizi del comparto, sostenendo che alcuni editori non sarebbero completamente indipendenti dai prodotti recensiti. Il documento non indica però guide o influencer specifici.
La questione arriva mentre in Spagna il ruolo delle VPN rispetto ai blocchi antipirateria è già oggetto di controversie giudiziarie. A febbraio un tribunale di Córdoba aveva emesso un provvedimento di blocco contro ProtonVPN e NordVPN, ritenendo che i servizi promuovessero anche la possibilità di aggirare le restrizioni geografiche. A maggio lo stesso tribunale ha respinto una richiesta di sanzione contro NordVPN per la mancata ottemperanza al blocco, riconoscendo le difficoltà legate al continuo cambiamento degli indirizzi IP usati dagli stream pirata. Il procedimento principale è ancora in corso.
LaLiga precisa di non sostenere che le VPN siano illegali: la richiesta si basa sullo sfruttamento commerciale e sulla promozione attiva della loro capacità di aggirare i provvedimenti giudiziari di blocco, senza asserire alcuna responsabilità legale delle aziende indicate. L'eventuale inclusione nella lista europea non costituisce una dichiarazione di colpevolezza e avrebbe principalmente conseguenze politiche e reputazionali, senza rendere illegali né le VPN né i relativi servizi. La precedente edizione, pubblicata nel 2025, non comprendeva fornitori VPN tra i soggetti segnalati.