SpaceX ha presentato una richiesta formale per aumentare il numero di lanci di Starship dal sito di Starbase, in Texas, fino a 456 missioni all'anno. Si tratta di un incremento vertiginoso rispetto all'attuale tetto di 25 lanci annuali, pari a oltre diciotto volte tanto. La notizia, riportata da fonti di settore, segna un passo decisivo verso l'operatività su larga scala del razzo riutilizzabile più potente mai costruito.
Un salto di scala senza precedenti
Starbase, situata vicino a Brownsville, è il cuore pulsante delle operazioni di SpaceX per Starship. Finora la società di Elon Musk ha potuto effettuare solo un numero limitato di test e lanci orbitali, ma con questa richiesta punta a trasformare il sito in un vero e proprio spazioporto commerciale. L'obiettivo è chiaro: sostenere il programma Artemis della NASA, dispiegare la costellazione di satelliti Starlink di prossima generazione e avviare missioni con equipaggio verso la Luna e Marte.
Chi decide e quali ostacoli
La palla passa ora alle autorità federali statunitensi. La FAA (Federal Aviation Administration) dovrà condurre una nuova valutazione ambientale e di sicurezza, coinvolgendo anche enti come la EPA e le comunità locali. Le preoccupazioni riguardano l'impatto acustico, le emissioni e la fauna selvatica della zona costiera. SpaceX dovrà dimostrare di poter gestire un volume di lanci così elevato senza danni irreversibili all'ecosistema. Se approvata, la richiesta potrebbe ridefinire gli equilibri dell'industria spaziale, accelerando la corsa verso un accesso allo spazio sempre più frequente e a basso costo.