La Manovra 2027 porta una novità destinata a far discutere nel mondo del gaming: l'articolo 25 della bozza di legge di bilancio introduce una disciplina fiscale specifica per le sale LAN, le strutture commerciali dove si gioca su PC, console e simulatori. L'intervento modifica il Testo unico delle leggi di pubblica sicurezza e la disciplina dei tributi erariali minori, colpendo i videogiochi di pura abilità e intrattenimento senza vincite in denaro.
Come funziona la nuova imposta
Il cuore della norma è un'imposta sugli intrattenimenti dell'8%, calcolata però su una base imponibile forfettaria, scollegata dagli incassi reali. Per ogni apparecchio o postazione l'imponibile medio annuo è fissato in 15.000 euro, con un'imposta conseguente di 1.200 euro. Per i grandi simulatori, come quelli di guida, la base sale a 25.000 euro e il prelievo a 2.000 euro. Il criterio non tiene conto dell'effettivo utilizzo: una postazione poco frequentata pagherà quanto una usata ogni giorno. Una sala con 20 computer, ad esempio, arriverà a 24.000 euro annui di solo carico fiscale.
La disciplina non riguarda chi gioca da casa, ma le attività commerciali che mettono a disposizione apparecchiature attraverso piattaforme online. I PC dovranno essere usati esclusivamente per il gioco, la formazione delle classifiche, le partite simultanee a distanza e le operazioni di aggiornamento e controllo. Per operare servirà un'autorizzazione dell'Agenzia delle Dogane e dei Monopoli (ADM) della durata di due anni, subordinata al pagamento di contributi aggiuntivi. Sarà l'ADM a definire requisiti tecnici, identificazione univoca dei dispositivi e conservazione della cronologia delle attività per almeno cinque anni.
Minori, tornei e stime di gettito
Ogni sala dovrà disporre di almeno 20 postazioni. L'accesso sarà consentito anche ai minorenni, ma i gestori dovranno garantire videogiochi adatti alla fascia d'età tramite il sistema PEGI o equivalente. Vietata ogni forma di raccolta scommesse, mentre l'ADM fisserà quote di iscrizione e premi massimi per i tornei, potendo richiedere un contributo fino all'8% delle quote per i controlli. Le sale già attive avranno 60 giorni per presentare una dichiarazione sostitutiva e proseguire temporaneamente l'attività.
Sul fronte delle entrate, la relazione tecnica ammette l'assenza di dati certi: il governo ipotizza circa 200 strutture con 20 postazioni ciascuna, per 4.000 unità e un gettito di 4,8 milioni nel 2027, che salgono a 5,87 milioni con i contributi. Dal 2028 lo scenario prevede 2.300 sale e 46.000 postazioni, con un gettito annuo di 55,2 milioni e un totale di 66,03 milioni. Nel 2029, senza nuove aperture, le entrate scendono a 56,27 milioni. Numeri che fanno delle sale LAN un nuovo, discusso serbatoio fiscale.