Come ogni anno è tempo di spostare le lancette un'ora indietro: il 25 ottobre torna l'ora solare e l'ora legale saluta l'Italia dopo sette mesi. Terna ha confermato i vantaggi del periodo appena concluso, con un risparmio di 300 milioni di kWh di energia elettrica, pari al fabbisogno medio annuo di circa 115.000 famiglie. Un risultato che si traduce in un beneficio economico di oltre 90 milioni di euro.
Un bilancio ambientale positivo
I sette mesi di ora legale non hanno prodotto solo risparmi in bolletta. Sul fronte ambientale la riduzione delle emissioni di CO2 è stata di circa 140.000 tonnellate. Numeri che rafforzano la posizione di chi chiede di superare definitivamente il cambio stagionale dell'ora, nonostante la proposta di abolizione a livello europeo sia ancora ferma al 2018.
Il tema è tornato al centro del dibattito il 15 ottobre alla Camera dei Deputati, dove Consumerismo No Profit, la Società Italiana di Medicina Ambientale (SIMA) e il deputato della Lega Andrea Barabotti hanno illustrato i vantaggi dell'ora legale permanente. Barabotti ha presentato una risoluzione con tre impegni principali per il governo: riprendere il negoziato europeo del 2018 sostenendo l'adozione dell'ora legale permanente per l'Italia, trasmettere alla Commissione europea i risultati dell'indagine parlamentare e sostenere una sperimentazione europea con la partecipazione italiana.
Oltre l'energia: commercio, turismo e salute
I benefici dell'ora legale permanente non si limitano ai consumi energetici. Secondo i promotori ci sarebbero vantaggi anche per il commercio, il turismo, la salute e la sicurezza stradale. Per informare i cittadini, Consumerismo No Profit e SIMA hanno lanciato la campagna nazionale "Un'ora sola la vorrei", che raccoglie nuove adesioni e permette di firmare la petizione avviata quattro anni fa a sostegno della proposta.