Da oggi gli automobilisti italiani pagano di più per fare il pieno di gasolio. Con la scadenza del taglio fiscale introdotto nelle settimane scorse, l'accisa sul diesel torna all'importo ordinario di 0,673 euro al litro, esattamente come la benzina. L'effetto è immediato: il prezzo alla pompa sale di 6,1 centesimi al litro, pari all'importo dello sconto venuto meno. Per la benzina, già priva di agevolazioni statali da mesi, non cambia nulla.
Accise mobili, il decreto non arriva
Il piano originario prevedeva che, dopo la fine dello sconto, scattasse il meccanismo delle accise mobili: lo Stato avrebbe usato le maggiori entrate Iva generate dai rincari energetici per finanziare un taglio proporzionale delle imposte e contenere i prezzi. Ma il decreto interministeriale tra Mase e Mef, indispensabile per destinare l'extragettito Iva alla riduzione delle aliquote, non è comparso in Gazzetta Ufficiale. Nonostante gli annunci dei giorni scorsi, il sistema non è operativo.
Eni ha confermato che il proprio price cap resta valido per ottobre, ma ha precisato che il calmiere non può coprire il ripristino delle imposte statali. Il tetto massimo sul gasolio è così salito da 2,19 a 2,25 euro al litro, mentre quello sulla benzina resta a 1,99 euro. Adeguamenti analoghi sono attesi da IP, Q8 e Tamoil, le altre compagnie che hanno aderito ai calmieri volontari.
La scelta di non rinnovare il taglio fiscale sembra legata alla presenza dei calmieri aziendali, che coprono oltre il 50 per cento della rete distributiva. Rinunciando allo sconto, l'esecutivo intende preservare risorse in vista della prossima legge di bilancio, con margini di manovra più stretti del previsto. Le misure di contenimento dei prezzi attuate da marzo a oggi sono costate circa 2,5 miliardi di euro.
La decisione ha scatenato le proteste dei consumatori. Massimiliano Dona, presidente dell'Unione Nazionale Consumatori, parla di "tradimento del governo", che non ha ancora attivato le accise mobili come promesso dalla premier il 16 settembre, invertendo la discesa dei prezzi in corso dal 27 settembre. Il Codacons rincara la dose: per la prima volta da marzo gli italiani non hanno alcuno sconto sulla tassazione dei carburanti e possono contare solo sulle iniziative autonome delle compagnie petrolifere.