Il costo dell'energia sul mercato tutelato continua a salire senza sosta. A settembre il prezzo della materia prima gas (componente Cmem,m) ha raggiunto 78,8021 euro/MWh, in aumento del 22,83% rispetto ai 64,154 euro/MWh di agosto. Un rincaro che pesa direttamente sulle tasche dei consumatori, in particolare sui clienti vulnerabili, che non hanno ancora scelto il mercato libero.
Un trend inarrestabile da inizio anno
I dati diffusi mostrano una progressione impressionante: si passa dai 37,7508 euro/MWh di gennaio ai 35,2138 di febbraio, per poi risalire costantemente mese dopo mese fino ai 78,8021 di settembre. Rispetto al periodo pre-guerra in Iran, l'aumento è del 123,78%. Per il cliente tipo vulnerabile, con consumi medi di 1.100 metri cubi all'anno, il prezzo di riferimento è ora di 162,02 centesimi di euro per metro cubo, il 12,73% in più rispetto ad agosto e il 47,49% in più rispetto a febbraio.
Prospettive preoccupanti anche per l'elettricità
La situazione non risparmia nemmeno l'elettricità: tra ottobre e dicembre sono previsti rincari del 37,3%. Un quadro che rende sempre più urgente per i consumatori valutare le offerte del mercato libero, dove la concorrenza può offrire condizioni più vantaggiose rispetto al tutelato. Tuttavia, per i clienti vulnerabili – anziani, percettori di bonus sociale o con disabilità – il passaggio non è automatico e richiede una scelta consapevole.
L'impennata dei prezzi del gas rischia di avere un impatto significativo sui bilanci familiari e sulle imprese, soprattutto in vista della stagione invernale. Le associazioni dei consumatori chiedono interventi strutturali per calmierare i costi e proteggere le fasce più deboli, mentre il governo valuta nuove misure di sostegno. Nel frattempo, l'unica certezza è che le bollette continueranno a salire, almeno fino a quando le tensioni geopolitiche e l'instabilità dei mercati energetici non si allenteranno.