Dopo il successo di AV1, diventato standard di fatto per gran parte del web, la Alliance for Open Media torna a far parlare di sé con la prossima generazione del suo codec royalty free: AV2. Le specifiche 1.0.0 sono state pubblicate a fine maggio e il consorzio ha ora annunciato di aver già raccolto adesioni di peso, con alcuni dei principali player dello streaming pronti a implementare la tecnologia nei propri prodotti e servizi.
I giganti a bordo
Tra le realtà che sostengono attivamente il progetto figurano Google, Meta, Amazon e Netflix. Tradotto in termini pratici, AV2 farà il suo esordio in Chrome, YouTube, Facebook, Instagram e Prime Video, ampliando ulteriormente l'ecosistema già costruito attorno ad AV1. Un fronte compatto, che punta a rendere il nuovo standard una base solida per i servizi video dei prossimi anni.
Il punto di forza dichiarato è l'efficienza: AV2 promette una compressione superiore del 30% a parità di qualità percepita. Significa file più leggeri e minor consumo di dati in trasmissione e riproduzione, con vantaggi sia per gli utenti finali sia per i server nei data center. Ma l'efficienza non è l'unico argomento: il codec introduce funzionalità pensate per esperienze di nuova generazione, dai video multi-stream alle comunicazioni in tempo reale, fino ad applicazioni immersive, framerate elevatissimi e contenuti HDR.
Su YouTube nel 2027, ma solo sul web
Per quanto riguarda YouTube, oggi oltre il 90% del catalogo è già codificato in AV1, l'implementazione di AV2 sulla versione web è prevista entro il 2027. Le applicazioni mobile arriveranno invece più avanti e, come sempre accade con le nuove tecnologie, servirà tempo prima di una diffusione su larga scala. Nel frattempo resta in campo l'alternativa VVC (H.266), sviluppata da ITU-T e ISO/IEC con un diverso modello di licenza: è in circolazione da qualche anno, ma con un'adozione finora piuttosto limitata.