Google Labs ha presentato Playground, una nuova piattaforma basata sull'intelligenza artificiale che permette di creare videogiochi 2D e 3D semplicemente descrivendo l'idea in un prompt testuale. Niente codice, niente asset da disegnare: l'AI fa tutto il resto. Il tool è già accessibile in forma sperimentale negli Stati Uniti, ma non in Italia: dall'indirizzo playground.google il nostro Paese restituisce un messaggio di errore.
Come funziona e su quali modelli si basa
Il funzionamento è immediato: si descrive il gioco che si ha in mente e la piattaforma genera automaticamente ambienti, personaggi, regole di gameplay e persino la fisica. Attraverso i prompt è possibile intervenire su ogni aspetto, incluse le classifiche per i punteggi. I videogame ottenuti si giocano direttamente dal browser e possono essere condivisi liberamente. Alla base ci sono i modelli Gemini, Nano Banana e Lyria, combinati per gestire grafica, suoni e meccaniche di gioco.
Playground rappresenta l'evoluzione di altre iniziative simili di Google, come Project Genie, e presto si integrerà con Unity Spark, un'altra piattaforma ancora in fase di test con lo stesso obiettivo. La domanda sorge spontanea: è la fine dello sviluppo videoludico come lo abbiamo sempre concepito? Difficile dirlo, ma il lavoro delle software house tradizionali potrebbe risentirne.
Requisiti e disponibilità
Per ora Playground è un esperimento pensato per rendere più accessibile la creazione di giochi e stimolare la creatività quotidiana. È disponibile solo negli Stati Uniti per gli utenti maggiorenni e richiede un abbonamento Google One attivo. Non è chiaro quando arriverà in Europa o in Italia. La strada verso la democratizzazione dello sviluppo videoludico sembra però tracciata.