Era solo questione di tempo prima che Grand Theft Auto 6 finisse per scontrarsi con la politica. Come da tradizione, del resto. Questa volta la scena del crimine è la contea di Miami-Dade, dove una maxi campagna promozionale firmata Rockstar Games ha scatenato un putiferio tra elettori e amministratori locali.
Un accordo da 150 milioni che non passa inosservato
Secondo quanto emerso, l'operazione marketing avrebbe un valore complessivo di circa 150 milioni di dollari, una cifra che ha fatto storcere il naso a più di un esponente politico. L'accordo tra il colosso del gaming e le autorità della contea prevederebbe spazi pubblicitari diffusi, installazioni urbane e una serie di eventi promozionali legati all'uscita del gioco. Ma è proprio il contenuto di alcune campagne a far discutere: immagini forti, riferimenti alla criminalità e un immaginario che, secondo i critici, rischia di alimentare stereotipi negativi sulla città.
Polemiche politiche e reazioni dei fan
Le opposizioni locali parlano di cattiva gestione dei soldi pubblici e di un messaggio sbagliato veicolato a livello internazionale. Dall'altra parte, i sostenitori dell'iniziativa sottolineano l'indotto economico enorme che un titolo come GTA 6 può portare in termini di turismo, visibilità e posti di lavoro. Nel frattempo, sui social la community di appassionati si divide: c'è chi difende a spada tratta la libertà creativa di Rockstar e chi invece teme che l'ennesima controversia possa ritardare ulteriormente l'uscita del gioco, attesissimo su PlayStation 5 e Xbox Series X|S.
La sensazione è che questa sia solo l'ultima puntata di una lunga serie. GTA è da sempre un fenomeno che divide, e con l'avvicinarsi del lancio previsto per il 2025, è lecito aspettarsi nuove scintille tra Rockstar e le istituzioni. Miami, ancora una volta, si ritrova suo malgrado a fare da sfondo a una delle saghe videoludiche più chiacchierate di sempre.