Un'escursione in solitaria si è trasformata in un'operazione di soccorso d'emergenza per un sedicenne della British Columbia. Il ragazzo, convinto di poter contare sulle indicazioni di Claude, il chatbot di intelligenza artificiale sviluppato da Anthropic, ha pianificato un itinerario in montagna senza consultare mappe topografiche o esperti. Il risultato? Un percorso molto più impegnativo del previsto e la necessità di un recupero in elicottero da parte dei soccorritori locali.
L'IA non conosce il terreno
Secondo quanto ricostruito, il giovane ha chiesto a Claude di elaborare un trekking adatto alle sue capacità. Il modello, però, ha generato un tragitto che sottostimava dislivello, condizioni meteorologiche e difficoltà tecniche. Quando il sedicenne si è trovato di fronte a pareti rocciose e sentieri impervi, ha capito troppo tardi di non avere né l'attrezzatura né l'esperienza per proseguire. Fortunatamente, è riuscito a lanciare l'allarme con il telefono cellulare prima che la situazione degenerasse.
I limiti dei modelli linguistici
L'episodio riaccende i riflettori sui limiti dei chatbot quando vengono usati come guide in contesti reali e pericolosi. I modelli linguistici di grandi dimensioni, come Claude, ChatGPT o Gemini, non hanno accesso a dati aggiornati su sentieri, cartografia escursionistica o condizioni del terreno. Possono produrre risposte fluenti e convincenti, ma non sono progettati per garantire sicurezza in ambienti naturali. Affidarsi a loro per pianificare un'escursione in montagna è un rischio che può costare caro.
Le autorità canadesi hanno ribadito l'importanza di consultare fonti ufficiali, mappe cartacee e personale esperto prima di intraprendere qualsiasi attività all'aperto. L'IA può essere un supporto creativo o informativo, ma non può sostituire la conoscenza del territorio e il buon senso. Il sedicenne, fortunatamente, è tornato a casa illeso: una lezione che difficilmente dimenticherà.