Alla Fortezza da Basso di Firenze, il 15 e 16 ottobre, si è svolta l'undicesima edizione di Huawei Connect Europe, il principale appuntamento europeo del colosso cinese. La formula ripetuta sul palco è stata «In Europa, per l'Europa», usata da David Wang, Deputy Chairman e Rotating Chairman, e ripresa da Leo Chen, Senior Vice President e President of Enterprise Sales. Un messaggio chiaro: presentarsi come fornitore radicato nel continente, con oltre 5.000 partner e clienti europei chiamati a raccontare i propri progetti.
Un segnale è arrivato anche dalle istituzioni. Il Ministro delle Imprese e del Made in Italy Adolfo Urso ha inviato un videomessaggio in cui ha legato innovazione e sicurezza, definendole «due dimensioni della stessa strategia». Sono intervenuti anche Eugenio Giani, Presidente della Regione Toscana, e Sara Funaro, Sindaca di Firenze. Chen ha indicato due priorità per l'Europa: prodotti costruiti sugli scenari dei diversi settori e rafforzamento dei partner locali, citando la rete ottica passiva installata in un'università italiana e le etichette elettroniche già attive in oltre 30.000 negozi europei.
Il traffico dei bot ha superato quello umano
I contenuti più interessanti sono emersi nel briefing di Christophe Batiard, CTO Western Europe di Huawei. Con la diffusione degli agenti di IA, il traffico in rete non sarà più generato soprattutto da persone: secondo il manager, il traffico dei bot ha già superato quello umano. Le connessioni oggi si contano in miliardi, ma gli agenti da collegare potrebbero arrivare a 900 miliardi, cento volte la popolazione del pianeta. Batiard prevede una crescita di almeno il 25% del traffico est-ovest nei data center, più dati da conservare e una moltiplicazione dei sensori. «Senza il mondo fisico l'IA resta cieca», ha detto.
Sul fronte rete, Huawei contribuisce alla definizione del futuro Wi-Fi 8 e porta già sugli access point Wi-Fi 7 il coordinamento automatico fra punti di accesso. Per gli switch campus ha introdotto licenze che portano le porte da 2,5 a 5 o 10 Gbit/s senza sostituire l'hardware. La novità per l'Europa è un agente di IA copilota per gli amministratori: usa la stessa telemetria e lo stesso controller, ma segnala i problemi e, se autorizzato, interviene da solo. «Prima, se non aprivi l'interfaccia, non succedeva nulla. Ora c'è un agente che ti avvisa», ha spiegato Batiard.
Sicurezza, storage ed efficienza energetica
La sicurezza è il fronte più sottovalutato secondo Batiard. È già disponibile l'identificazione dei terminali in base al profilo di traffico, con switch che bloccano i comportamenti anomali in circa 10 secondi contro i 30 minuti attuali. Sulle reti geografiche è partita la distribuzione quantistica delle chiavi, mentre per le campus è in arrivo la crittografia post-quantistica. Per i consumi, arrivano switch raffreddati a liquido anche sulle porte e una passive Ethernet network basata su CWDM, già installata in Francia per circa 5.000 dipendenti. Per lo storage, gli OceanStor A800 come memoria per la KV cache riducono fino al 90% il tempo per il primo token.
Infine, Alexandre Grandeaux, CTO di Huawei Enterprise Italia, ha spiegato che l'offerta è ora organizzata per mercati verticali: sanità, trasporti, retail, operatori e reti governative. In sanità arriva Zero Roaming, che collega via cavo un unico access point fino a 16 antenne: un reparto come la terapia intensiva diventa una sola cella logica, evitando microinterruzioni nella trasmissione dei dati clinici. «Riduco i punti di accesso e quindi aumento la resilienza», ha sintetizzato Grandeaux.