Amazon scende in campo con un messaggio forte e diretto: bloccare la costruzione di nuovi data center per l'intelligenza artificiale potrebbe infliggere un danno irreparabile all'economia e alla sicurezza nazionale degli Stati Uniti. In un lungo post pubblicato sul blog aziendale, il CEO di Amazon Web Services (AWS), Matt Garman, ha respinto le preoccupazioni pubbliche relative all'impatto occupazionale, al consumo energetico e alle conseguenze ambientali di queste infrastrutture, sostenendo che la nazione non può permettersi di perdere la corsa al dominio sull'AI.
Un appello contro i moratori locali
Il dirigente ha sottolineato che attualmente negli Stati Uniti sono in discussione oltre 100 moratorie contro la costruzione di data center. Se queste misure venissero approvate, secondo Garman, gli USA si scriverebbero da soli un biglietto perdente in una competizione cruciale, con conseguenze che si protrarrebbero per generazioni. Nel suo intervento, Garman ha anche messo in guardia dalla disinformazione: pur riconoscendo che ogni cambiamento solleva legittime domande, ha affermato che esistono anche notizie false e verità distorte che, nell'era dei social media e dell'informazione continua, si diffondono più rapidamente che mai. Ha persino ipotizzato che alcuni Paesi stiano intenzionalmente seminando disinformazione negli USA sui data center per rallentare la corsa tecnologica americana.
Il lungo memorandum di Amazon introduce un "Data Center Commitment", una serie di impegni codificati dall'azienda. Tra questi figurano la creazione di posti di lavoro, la prevenzione di aumenti delle tariffe energetiche locali e l'investimento di oltre 1 miliardo di dollari a sostegno delle comunità che ospitano i data center. Inoltre, Amazon ha annunciato che non utilizzerà più accordi di riservatezza (NDA) con le agenzie governative, dopo che il legislatore democratico Jamie Raskin aveva indagato sulle società tecnologiche in merito a presunti accordi segreti con funzionari locali.
La fine della segretezza nel settore
In un'intervista rilasciata al Wall Street Journal, David Zapolsky, chief global affairs and legal officer di Amazon, ha commentato la decisione sugli NDA: "Il settore proviene da una storia di segretezza e quindi parte di questo è solo un riflesso". Ha poi aggiunto che i leader delle comunità devono condividere le informazioni con i loro elettori e che non aveva più senso richiedere la riservatezza. Questa apertura rappresenta un cambio di rotta significativo per un'azienda spesso criticata per la sua opacità nelle relazioni con le istituzioni locali.
La presa di posizione di Amazon arriva in un momento delicato: i sondaggi mostrano un calo del sostegno pubblico ai data center per l'AI, mentre crescono le preoccupazioni per la sicurezza dell'intelligenza artificiale e per l'impatto che questa tecnologia potrebbe avere sulla società se non regolamentata. Le comunità locali stanno intensificando le proteste contro la costruzione di nuove strutture, citando timori legati al consumo idrico ed energetico, nonché alla possibile alterazione del tessuto sociale ed economico. Amazon, dal canto suo, cerca di ribaltare la narrazione, presentandosi come partner delle comunità e non come minaccia.
La posta in gioco è alta: da un lato, la necessità di mantenere la leadership americana nell'AI, dall'altro, la crescente diffidenza delle comunità locali e la richiesta di maggiore trasparenza. La mossa di Amazon di eliminare gli NDA e di promettere investimenti miliardari potrebbe rappresentare un tentativo di ricostruire la fiducia, ma resta da vedere se sarà sufficiente a placare le opposizioni. Nel frattempo, il dibattito sui data center si intreccia con questioni più ampie come la transizione energetica, la sovranità tecnologica e il ruolo delle big tech nella società. La partita è aperta e le prossime mosse di Amazon e dei legislatori saranno decisive per il futuro dell'infrastruttura AI negli Stati Uniti.