Quindici giovani canadesi, di età compresa tra i 17 e i 25 anni, hanno avviato un'azione legale contro il governo del Canada davanti alla Corte federale. Il processo, apertosi di recente a Vancouver, mette al centro le conseguenze psicologiche della crisi climatica sulla salute mentale delle nuove generazioni. I ricorrenti chiedono che il tribunale riconosca il loro diritto a vivere in un ambiente sano e che il governo agisca con maggiore urgenza per ridurre le emissioni di gas serra.
Un'azione legale senza precedenti
L'iniziativa, soprannominata “Mathur et al. v. Canada”, dal nome della giovane attivista Sierra Robinson, una delle promotrici, rappresenta un caso pilota a livello globale. I querelanti sostengono che l'inerzia del governo canadese di fronte al cambiamento climatico violi i loro diritti costituzionali alla vita, alla libertà e alla sicurezza della persona. In particolare, gli avvocati porteranno in aula prove scientifiche sugli effetti dell'ansia climatica e dello stress post-traumatico legato a eventi meteorologici estremi, sempre più frequenti in Canada.
La richiesta di giustizia climatica
Il gruppo di giovani chiede alla Corte di obbligare il governo a ridurre le emissioni di gas serra in linea con gli impegni internazionali e a presentare un piano climatico più ambizioso. La causa si inserisce in un movimento globale che vede sempre più giovani ricorrere alle vie legali per costringere i governi ad affrontare l'emergenza climatica. Se i ricorrenti dovessero vincere, il caso potrebbe creare un precedente giuridico importante per la giustizia climatica in tutto il mondo.
Il processo, che durerà diverse settimane, vedrà la partecipazione di esperti di clima, psicologi e attivisti. La decisione della Corte federale è attesa per i prossimi mesi e potrebbe influenzare le politiche ambientali del Canada e non solo.