L'intelligenza artificiale continua a spingere i suoi confini ben oltre i consueti ambiti di utilizzo. Un caso emblematico arriva dall'astronomia: uno sviluppatore appassionato di spazio, Pavel Rabtsevich, sostiene di aver individuato un possibile esopianeta analizzando dati pubblici della NASA con l'aiuto di Claude Code di Anthropic e altri strumenti di intelligenza artificiale. La scoperta, ancora tutta da confermare, ha già portato alla programmazione di nuove osservazioni da parte del progetto TESS.
Un segnale sospetto nella luminosità stellare
Tutto è iniziato quando Rabtsevich ha notato un comportamento insolito nella luminosità di una stella: un lieve oscuramento che sembrava ripetersi con regolarità, ogni pochi giorni, per circa due ore. Caratteristiche compatibili con il passaggio di un pianeta davanti alla propria stella, un evento noto come transito planetario. Il possibile segnale è stato associato alla stella TIC 4206066: il candidato esopianeta si troverebbe a circa 116 anni luce dalla Terra e avrebbe dimensioni pari a circa 1,4 volte quelle del nostro pianeta. Il transito si ripeterebbe ogni 3,18 giorni, con una diminuzione di luminosità dello 0,05%.
Rilevare un oscuramento periodico non significa però aver trovato automaticamente un nuovo pianeta. Fenomeni strumentali, stelle vicine e altre variabili possono produrre segnali simili. È qui che entra in gioco l'IA: Rabtsevich ha utilizzato Claude Code e Codex di OpenAI per elaborare le osservazioni e testare l'ipotesi. In circa due settimane ha condotto 74 analisi e scritto oltre 1.000 script, verificando spiegazioni alternative. Claude Code lo avrebbe aiutato a individuare segnali sospetti e controllare la coerenza dei risultati.
Una prova predittiva e il futuro con TESS
Tra le verifiche più interessanti c'è una prova predittiva: dopo aver nascosto alcuni dati, Rabtsevich ha chiesto all'IA di stimare quando si sarebbe verificato un nuovo oscuramento. La previsione è risultata coerente con il comportamento osservato dalla stella, rafforzando l'ipotesi. Il passo successivo è verificare se il segnale corrisponda davvero a un pianeta. Rabtsevich ha sottoposto la richiesta al programma TESS della NASA, che ha accettato di programmare ulteriori osservazioni dell'area interessata. Il telescopio dovrebbe tornare a osservare la regione a novembre.
Se le prossime osservazioni dovessero confermare il segnale, questa storia diventerebbe un esempio significativo di come gli strumenti di programmazione assistita dall'IA possano ampliare le possibilità di partecipazione alla ricerca scientifica. Per ora, però, non resta che attendere i nuovi dati: la possibilità è intrigante, ma la conferma deve ancora arrivare. Nessun nuovo pianeta è stato annunciato ufficialmente.