Lo scontro tra i due principali produttori di anelli intelligenti si riaccende. Oura ha depositato una nuova causa contro Ultrahuman presso un tribunale federale del Texas, chiedendo di fermare la vendita negli Stati Uniti di Ring Pro, il dispositivo ridisegnato con cui l'azienda di Bengaluru era riuscita a rientrare nel mercato americano dopo il blocco delle importazioni scattato lo scorso anno.
Brevetti contestati e richiesta di ingiunzione
Secondo Oura, Ring Pro violerebbe due brevetti relativi al design dell'anello e ai componenti interni, batteria e sensori compresi, identificati come D804,471 e 12,769,363. Quest'ultimo è particolarmente recente: è stato concesso appena due giorni prima del deposito della causa, il 20 ottobre, e riguarda un anello smart con batteria curva, circuito stampato, magneti e sensori. L'azienda finlandese chiede un risarcimento economico e un'ingiunzione permanente contro Ultrahuman. Tra i convenuti figura anche SVTronics, il produttore elettronico texano che assembla Ring Pro a Plano sotto la supervisione di Ultrahuman.
La difesa di Ultrahuman e il precedente ITC
Il punto centrale della disputa riguarda il via libera della dogana statunitense al Ring Pro: per Oura quel parere copriva solo il brevetto della disputa precedente, non i due citati ora. Un portavoce di Oura ha dichiarato che Ultrahuman ha «una storia di copia delle innovazioni», citando la sentenza ITC del 2025. Il CEO Mohit Kumar ha replicato con fermezza: «Oura ha scelto di far valere brevetti diversi, tra cui uno concesso appena due giorni prima della causa. Non c'è alcun provvedimento giudiziario che riguardi Ring Pro, che resta disponibile per i clienti negli Stati Uniti».
La vicenda si inserisce in una lunga serie di contenziosi: nel 2023 Oura aveva citato Ultrahuman per Ring Air, ottenendo nel 2024 il blocco delle importazioni tramite l'International Trade Commission. Ultrahuman aveva risposto con una causa all'Alta Corte di Delhi e a febbraio ha lanciato Ring Pro, con autonomia fino a 15 giorni e prezzo di 479 dollari. Oura ha avviato azioni legali anche contro Samsung, RingConn, Circular e Zepp Health, con alcuni accordi di licenza già siglati.
Il nuovo fronte legale arriva in un mercato in forte crescita: secondo IDC, le spedizioni globali aumenteranno del 12,8% quest'anno a 4,9 milioni di unità, fino a circa 6,3 milioni entro il 2030. Oura resta il marchio di riferimento, mentre Ultrahuman — che a settembre ha raccolto 70 milioni di dollari con una valutazione di circa 365 milioni — punta a espandersi verso intelligenza artificiale e gaming. Per ora, il Ring Pro resta regolarmente in vendita negli Stati Uniti.