Un esperimento condotto da Gastmann e Bastos della City St George's University of London ha messo alla prova ChatGPT-4o nella creazione di piani di marketing per due aziende reali: una nel settore della moda sostenibile e una nel chimico. L'obiettivo era capire se l'intelligenza artificiale potesse produrre strategie social efficaci e realistiche. I risultati, però, hanno evidenziato un limite significativo: i piani generati funzionano sulla carta, ma ignorano completamente i vincoli di budget.
Strategie brillanti ma irrealizzabili
Secondo quanto riportato, l'AI ha proposto campagne articolate, con contenuti creativi e tempistiche dettagliate. Tuttavia, quando i ricercatori hanno calcolato i costi di produzione e distribuzione, la spesa stimata si è rivelata insostenibile per le due aziende. In particolare, per l'impresa di moda sostenibile, il piano prevedeva collaborazioni con influencer di alto profilo e produzioni video di qualità cinematografica, voci che da sole avrebbero superato il budget annuale destinato al marketing.
Un limite intrinseco dell'AI generativa
Lo studio sottolinea come i modelli linguistici di grandi dimensioni, pur essendo in grado di simulare competenze strategiche, non possiedono una reale cognizione dei costi e delle risorse aziendali. ChatGPT-4o, in particolare, tende a proporre soluzioni ottimizzate per l'impatto, senza integrare parametri finanziari concreti. Questo lo rende uno strumento potenzialmente pericoloso se utilizzato senza una supervisione umana esperta, che possa filtrare le idee in base al budget effettivo.
La ricerca suggerisce che, per ora, l'AI può essere un valido supporto creativo, ma non un sostituto dei professionisti del marketing. Integrare i modelli con dati aziendali specifici e vincoli di spesa realistici è la prossima sfida per rendere questi strumenti davvero utili alle imprese.