Il destino del Cybertruck sembra ormai segnato. Tesla si prepara a interrompere la produzione del pick-up elettrico entro la metà del 2027, con una finestra indicata tra luglio e agosto. A confermarlo è stato lo stesso Elon Musk con un post su X, spiegando che la riduzione avverrà gradualmente nella Gigafactory di Austin, in Texas, per liberare spazio alla produzione su larga scala del Cybercab, il robotaxi a guida autonoma progettato senza volante né pedali.
Numeri lontani dalle promesse
Presentato il 21 novembre 2019 e arrivato sul mercato statunitense solo quattro anni dopo, il Cybertruck ha generato un forte impatto mediatico ma non ha mai rispettato le previsioni commerciali. Le stime iniziali parlavano di 250.000 unità all'anno, mentre le consegne totali dal 2023 a oggi si fermano a circa 71.000 esemplari. Anche i prezzi hanno tradito le attese: il listino di partenza promesso era di 39.900 dollari, ma la versione base è arrivata a 59.900 dollari.
Le mosse per stimolare la domanda non sono bastate: l'introduzione della variante a trazione posteriore nel 2025, ritirata pochi mesi dopo, e della dual-motor quest'estate non hanno invertito la rotta. A pesare sono stati anche i costi di assemblaggio elevati per la struttura in acciaio inossidabile, i problemi di controllo qualità e diversi richiami tecnici che hanno evidenziato le criticità del progetto.
La scommessa sul futuro autonomo
La cancellazione del Cybertruck rientra in un più ampio snellimento del catalogo Tesla, che a inizio 2026 ha già salutato modelli storici come Model S e Model X. La priorità dell'azienda è ora concentrata sulla guida autonoma e sulla creazione di una rete di Cybercab on-demand, con le prime consegne previste entro fine 2026. Nella visione di lungo periodo di Musk, i veicoli autonomi condivisi prevarranno sulla vendita di auto ai privati.
Mantenere linee produttive complesse e poco redditizie come quella del Cybertruck diventa quindi insostenibile. La Gigafactory del Texas diventerà la casa del Cybercab dalla seconda metà del 2027, segnando una svolta strategica per Tesla: meno modelli a vendita diretta, più servizi di mobilità del futuro.