Da anni aspettiamo che nel mondo Windows accada qualcosa di simile a ciò che Apple ha realizzato con Apple Silicon. Non solo prestazioni, ma un modo diverso di far lavorare insieme hardware e software. Qualcomm ci ha provato, Intel e AMD continuano a evolversi, ma stavolta è NVIDIA a voler cambiare le regole. Dopo aver provato il nuovo ASUS ProArt P16 con RTX Spark, possiamo anticiparvi che qualcosa di importante sta succedendo.
Non è una macchina perfetta: è una prima generazione con un prezzo praticamente inaccessibile ai più. Eppure, era da tempo che non vedevamo un notebook Windows così interessante, soprattutto per ciò che potrebbe rappresentare nei prossimi anni. RTX Spark non è semplicemente un processore con GPU NVIDIA integrata, ma una piattaforma pensata per portare l’intelligenza artificiale locale al centro dell’esperienza PC.
Design e display da riferimento
Il ProArt P16 è uno dei notebook meglio costruiti mai passati tra le mani: scocca in alluminio, spessore da 12,9 mm e peso di 1,77 kg per un 16 pollici. Il display è un OLED Lumina Pro da 3840 x 2400 pixel, 16:10, refresh variabile fino a 120 Hz, 100% DCI-P3 e picco HDR da 1.600 nit. Il trattamento antiriflesso riduce i riflessi fino al 65% senza sacrificare la brillantezza tipica degli OLED. Tastiera da 1,7 mm, trackpad aptico enorme e connettività completa: tre USB4, HDMI 2.1, SD Express, Wi-Fi 7 e webcam IR.
Il superchip che sfida Apple Silicon
RTX Spark N1X, sviluppato con MediaTek e prodotto da TSMC a 3 nanometri, unisce una CPU ARM Grace a 20 core (10 Cortex-X925 e 10 Cortex-A725) e una GPU Blackwell RTX con 6.144 CUDA core, 48 SM, RT Core di quarta generazione e Tensor Core di quinta. La memoria è unificata e accessibile a tutte le unità. Le prestazioni AI arrivano fino a 1 petaflop in FP4, con un TDP configurabile tra 45 e 80 watt. La GPU si colloca nell’area di una GeForce RTX 5070 Laptop, ma con un rapporto prestazioni-consumi molto più favorevole. La CPU, però, usa core ARM del 2024: non è lenta, ma non è imbattibile sui carichi single-core.
La vera sorpresa è il comportamento a batteria: NVIDIA promette prestazioni elevate anche senza presa di corrente, e nei nostri test la piattaforma ha mantenuto gran parte della potenza. Restano i limiti di una prima generazione: prezzo alto, ecosistema software ancora acerbo e CPU non all’ultimo grido. Ma la direzione è chiara: RTX Spark porta l’AI locale e l’integrazione totale in un notebook Windows sottile, e per la concorrenza è un campanello d’allarme.