Un Falcon 9 di SpaceX ha illuminato il cielo della costa orientale degli Stati Uniti con una spettacolare “medusa” luminosa durante il lancio della missione CRS-35, diretta alla Stazione Spaziale Internazionale. Il fenomeno, avvistato da migliaia di persone, ha rapidamente invaso i social network, scatenando curiosità e domande su cosa fosse quell’enorme alone bluastro e incandescente.
Come nasce l’effetto medusa
Il segreto sta nella combinazione tra quota, luce solare e gas di scarico. Dopo la separazione dal primo stadio, il motore del secondo stadio continua a bruciare in un ambiente prossimo al vuoto. I gas espulsi si espandono rapidamente in una nube a forma di cono che, illuminata dal Sole mentre a terra è ancora buio, diventa visibile come una gigantesca medusa. Il fenomeno è noto come “effetto medusa” o “spirale di SpaceX” e si verifica solo in particolari condizioni di luce e traiettoria.
Perché brilla così tanto
La luminosità è dovuta a due fattori: l’altitudine (oltre 100 km) e l’angolo di incidenza dei raggi solari. A quelle quote il cielo è ancora illuminato, mentre l’osservatore a terra si trova nell’oscurità. La nube di gas, composta da vapore acqueo e residui di combustione, riflette la luce solare come uno specchio, creando un alone brillante e colorato. Non è un fenomeno pericoloso, ma solo un effetto ottico spettacolare.
La missione CRS-35 trasporta rifornimenti e esperimenti scientifici per la ISS. Il lancio è solo l’ultimo di una serie che ha reso i cieli notturni teatro di spettacoli inattesi, alimentando l’interesse per l’astronomia e l’esplorazione spaziale. Un promemoria di quanto la tecnologia umana possa trasformare anche un semplice lancio in un evento celeste.