Il mercato globale degli smartphone vive la sua ora più buia. Nel terzo trimestre del 2026 le vendite sono crollate del 20%, toccando il livello più basso dal 2012: un tonfo che riporta il settore indietro di oltre un decennio e che segna una battuta d'arresto senza precedenti per un comparto abituato a crescere anno dopo anno.
Prezzi alle stelle per la scarsità di memorie
A innescare la spirale negativa è soprattutto la carenza di memorie DRAM e NAND, i componenti essenziali per la produzione di smartphone. L'offerta ridotta ha spinto i produttori ad aumentare i prezzi medi di circa il 20%, rendendo i dispositivi meno accessibili per i consumatori e frenando ulteriormente la domanda. Un rincaro che arriva in un momento già delicato per l'economia globale, con gli utenti sempre più propensi a tenere in vita i vecchi modelli invece di acquistarne di nuovi.
Samsung resiste, Apple fa la storia
Nonostante il quadro negativo, Samsung mantiene saldamente il primato di vendite, confermandosi il produttore numero uno al mondo. Il dato più sorprendente arriva però da Apple, che registra la quota trimestrale più alta della sua storia: un segnale di come, in un mercato in contrazione, i brand premium riescano a difendere meglio le proprie posizioni grazie a un pubblico fedele e disposto a spendere di più.
La crisi delle vendite non è solo un campanello d'allarme per i produttori, ma anche un'indicazione chiara: senza un'inversione di rotta nella fornitura di componenti e una riduzione dei prezzi, il 2026 rischia di chiudersi come uno degli anni peggiori di sempre per l'industria degli smartphone.