Il peso dei pannelli solari è da sempre un ostacolo per l'installazione su tetti fragili o in contesti dove le strutture di supporto sono limitate. Ora, grazie alla collaborazione tra l'azienda tedesca Exxosqel (legata a Exxergy) e gli istituti Fraunhofer, arriva una soluzione promettente: moduli fotovoltaici con vetro di appena 1 mm di spessore, resi robusti da un rivestimento innovativo. Il progetto punta a ridurre drasticamente il peso senza compromettere la durabilità.
Come funziona il rivestimento che rinforza il vetro
Il vetro costituisce una parte rilevante della massa di un pannello solare. Ridurne lo spessore significa minor consumo di materia prima, meno energia nella produzione e trasporti e installazioni più agevoli. Il limite principale è rappresentato dalle microfratture che si formano durante la lavorazione. Il rivestimento sviluppato da Exxosqel penetra in queste minuscole crepe e modifica il comportamento meccanico del vetro, aumentandone la resistenza. In questo modo è possibile ridurre lo spessore mantenendo la stessa robustezza. Secondo l'azienda, il risparmio potenziale sulla massa del vetro può arrivare fino al 40%.
I test di laboratorio eseguiti da Fraunhofer hanno mostrato risultati sorprendenti: su campioni di vetro spessi 2 mm la resistenza è passata da 79 MPa a un massimo di 558 MPa, mentre sui campioni da 1 mm è salita da 184 MPa a 1.348 MPa. Tuttavia, i ricercatori sottolineano che si tratta di prove su piccoli campioni e che non dimostrano ancora la durabilità di moduli fotovoltaici di grandi dimensioni esposti all'aperto. Il modulo sperimentale realizzato da Exxosqel e Fraunhofer CSP, di circa 300 x 200 mm, è solo un primo passo verso la commercializzazione.
Prospettive e sfide future
Se la tecnologia supererà i test sul campo, potrebbe rivoluzionare il settore fotovoltaico, rendendo i pannelli solari più leggeri e facili da installare anche su superfici meno resistenti. La riduzione del peso andrebbe a beneficio dell'intera filiera, dai costi di trasporto alla semplificazione delle strutture di montaggio. Resta da verificare la resistenza agli agenti atmosferici e la durata nel tempo su scala reale, ma i presupposti sono incoraggianti.