Tutti ne abbiamo uno: il leggendario cassetto dei cavi misteriosi. Un groviglio di alimentatori di cui non ricordiamo più il dispositivo, cavetti USB ingialliti, chiavette dal contenuto ignoto e cover di smartphone che non possediamo più. Ma cosa succede quando decidiamo di fare pulizia? Buttare tutto nell'indifferenziata è l'errore più comune, e anche il più dannoso.
Perché i cavi non vanno nell'indifferenziata
Questi oggetti rientrano a pieno titolo nella categoria dei RAEE, i Rifiuti di Apparecchiature Elettriche ed Elettroniche. Contengono materiali come rame, plastica e, in alcuni casi, sostanze potenzialmente inquinanti. Smaltirli nel secco indifferenziato significa perdere risorse preziose e alimentare un ciclo di smaltimento scorretto. La buona notizia è che il conferimento è gratuito e alla portata di tutti.
Dove si buttano davvero
La via più semplice è la stazione ecologica comunale, dove i RAEE vengono raccolti separatamente. In alternativa, molti negozi di elettronica applicano il principio uno contro uno: acquistando un nuovo prodotto, puoi lasciare quello vecchio di dimensioni equivalenti. Per i piccoli cavi e le chiavette, spesso basta recarsi presso un punto vendita che espone il simbolo del bidone barrato. Anche i punti di raccolta stradali dedicati ai piccoli RAEE stanno crescendo nelle città italiane.
Prima di disfarti di chiavette e hard disk, però, ricordati di cancellare i dati personali: un gesto di sicurezza spesso trascurato. E per i cavi ancora funzionanti, valuta il riuso tramite mercatini dell'usato o gruppi locali: allungare la vita di un prodotto è la forma di riciclo più efficace. Il cassetto può aspettare, ma il pianeta no.