Alle 14:00 di oggi Apple ha aperto i preordini di iPhone Duo, il suo primo smartphone pieghevole. Dieci minuti dopo, la consegna era già slittata a fine novembre. Un'ora più tardi, per tutte le versioni – compresa quella da 2 TB che sfiora i 4000 euro di listino – l'attesa è salita al 25 gennaio. Un sold-out lampo che ha colto di sorpresa anche gli osservatori più esperti.
Un mercato in controtendenza
Mentre i prezzi degli smartphone aumentano ogni trimestre e i dati di vendita mostrano segni meno un po' ovunque, Apple continua a rappresentare un'eccezione. Nessuno, tranne l'azienda, sa quanti iPhone Duo siano stati prodotti, come siano stati distribuiti e quanti fossero disponibili per i preordini. Anche se fossero stati pochi, il messaggio è chiaro: in Italia c'era chi era pronto a fare clic sul trackpad per accaparrarsi quello che è forse il prodotto simbolo di ciò che Apple rappresenta oggi.
Il valore percepito batte la tecnologia
Apple non è solo un'azienda tecnologica: è l'unica ad aver costruito attorno a sé un valore percepito che nessuno è riuscito a replicare. Un qualcosa che va oltre la moda e il lusso, dove si desidera l'oggetto per ciò che rappresenta. Con Apple la dinamica è diversa: c'è chi vuole solo mostrare l'ultimo modello – e iPhone Duo è perfetto per "flexare" lo status – ma anche chi riconosce l'incredibile lavoro di ricerca e sviluppo dietro ogni prodotto.
L'azienda vende sia a chi apprezza il valore tecnologico, come un processore fatto in casa tra i migliori sul mercato, sia a chi non sa cosa sia un SoC o quanta RAM serva. Il risultato di oggi, tutt'altro che scontato per un prodotto che in Italia costa quasi tre stipendi con AppleCare, non è un caso. È il frutto di anni in cui si è dato valore alla tecnologia invece di svenderla con coupon e sconti che deludono chi ha pagato a prezzo pieno.