L'abbonamento Premium Family di Spotify costa 20,99 euro al mese e permette di raggruppare fino a 6 profili separati, abbassando la spesa individuale a circa 3,5 euro mensili. Una convenienza che negli anni ha spinto molti utenti a condividere il piano con amici o addirittura sconosciuti, violando però i termini di servizio della piattaforma. Per arginare il fenomeno, Spotify ha introdotto una nuova misura di verifica.
Come funziona la scansione del QR Code
Agli utenti potrebbe essere chiesto di confermare di vivere insieme al gestore dell'abbonamento scansionando un QR Code mostrato sul suo dispositivo. La scansione implica che i due si trovino fisicamente vicini: secondo quanto riportato da un utente su Reddit, il codice si aggiorna ogni pochi secondi, rendendo inutile la condivisione di uno screenshot. Spotify precisa che manager e membro devono essere nello stesso posto per completare l'operazione.
Scorciatoie e conseguenze severe
Le vie di fuga però non mancano: condividere lo schermo durante una videochiamata sembra funzionare, perché al momento non risulta alcuna verifica dell'effettiva prossimità dei dispositivi. La misura appare quindi mirata soprattutto a fermare la condivisione tra perfetti sconosciuti sparsi sul territorio. Dal momento della richiesta si hanno 7 giorni per scansionare il codice: in caso di mancata verifica, l'utente viene rimosso dal piano e riportato alla versione gratuita, con il divieto di unirsi ad altri piani Family o Duo per i successivi 12 mesi.
Il sistema mostra un limite evidente: un membro legittimo temporaneamente lontano dal nucleo familiare non può scansionare il codice di persona. Non è la prima volta che Spotify tenta di arginare la condivisione illegittima: nel 2018 erano state introdotte verifiche basate sulla localizzazione GPS, poi ritirate dopo le proteste legate alla privacy. In futuro potrebbero arrivare controlli ancora più stringenti.