Q8 Italia ha ufficializzato la proroga fino al 31 dicembre 2026 del price cap applicato ai prezzi di benzina e gasolio. La decisione arriva in risposta alle formali richieste del Governo italiano e tiene conto della situazione di emergenza nazionale. Il calmiere, avviato lo scorso 1° ottobre, proseguirà con un approccio modulare legato ai diversi modelli operativi della rete e alle condizioni di approvvigionamento del mercato. L'obiettivo dichiarato è sostenere gli automobilisti senza compromettere la sostenibilità economica dei gestori e dell'intera filiera.
L'intesa con il Kuwait e l'effetto domino
La svolta segue la visita lampo della premier Giorgia Meloni in Kuwait, durante la quale l'emiro aveva espresso disponibilità a prolungare l'intervento di contenimento sui carburanti commercializzati dalla società. L'accordo si inserisce in una catena di adesioni: Eni ha già esteso il tetto massimo fino a fine anno sulla rete Enilive, con prezzi fissati a 1,99 euro al litro per la benzina e 2,19 euro per il diesel. Anche il gruppo IP-Socar e Tamoil hanno confermato il proprio impegno, delineando un'adesione capillare sul territorio nazionale.
Oltre 10.000 distributori coinvolti
Secondo i dati del Ministero delle Imprese e del Made in Italy, le misure di contenimento coinvolgono ormai oltre 10.000 distributori, una quota superiore alla metà dei punti vendita attivi in Italia. I rilievi dell'Osservatorio Prezzi indicano un prezzo medio della benzina self service di 2,018 euro al litro sulla rete stradale, con il gasolio a 2,261 euro. Sulle autostrade i valori salgono rispettivamente a 2,042 e 2,302 euro al litro.
Per orientarsi tra i listini, i consumatori possono consultare in tempo reale l'app e il portale Osservaprezzi del Ministero, strumenti utili per individuare le stazioni di servizio più convenienti. La proroga del price cap rappresenta dunque un segnale di continuità nella strategia di contrasto al caro carburante, con un impatto diretto su milioni di automobilisti e sull'intera rete distributiva nazionale.