Il Nokia 6300, uno dei telefonini più venduti di sempre, torna protagonista a quasi vent'anni dal debutto con un aggiornamento decisamente inatteso: grazie al progetto Aikon (che è semplicemente "Nokia" letto al contrario, ma suona anche come la parola inglese "icona"), il piccolo feature phone può ora eseguire i chatbot AI più diffusi del momento, da ChatGPT a Claude, passando per Gemini e Grok. L'ideatore è un imprenditore turco che, come ormai accade spesso in questi progetti, ha fatto ampio ricorso al vibe coding per sviluppare il sistema.
Come funziona il trucco
Il Nokia 6300 originale uscì nel 2007, lo stesso anno del primo iPhone, con sistema operativo Symbian S40 e connettività solo 2G. HMD lo ha riproposto nel 2024 in versione moderna, con design identico ma supporto alle reti 4G e componenti aggiornati. I limiti restano però notevoli: il browser preinstallato supporta solo la cifratura TLS 1.0, ormai incompatibile con gran parte del web contemporaneo. Per aggirare l'ostacolo, Aikon è stato scritto in Java e si appoggia a un backend in Go che funge da intermediario con i server dei chatbot.
Il backend gestisce le chiavi API e converte ogni risposta in blocchi da massimo 8 KB, così da renderla scaricabile dal telefono. Nonostante l'hardware vetusto, le funzionalità sono sorprendentemente complete: c'è una modalità di lettura dedicata, attivabile con un tasto rapido, pensata per il display da 240 x 320 pixel, e con una scheda di memoria è persino possibile salvare le risposte per consultarle offline.
Un esperimento che sa di futuro
Il progetto nasce inizialmente per supportare solo Claude, ma è presto diventato universale. Aikon dimostra come l'ingegno possa superare i vincoli tecnologici: un telefono nato nell'era pre-smartphone può dialogare con le intelligenze artificiali più avanzate del 2026. Un esperimento curioso, ma anche una riflessione sul fatto che l'accesso all'AI non dipenda necessariamente dall'ultimo hardware sul mercato.