Il modo in cui le persone cercano informazioni online sta cambiando profondamente. Sempre più utenti si affidano a assistenti AI, social network e piattaforme verticali, riducendo il ruolo di Google come punto di partenza. In questo scenario, i siti web tradizionali rischiano di diventare invisibili. Guglielmo Faglioni, fondatore di Solomei AI, ha una proposta radicale: eliminare la pagina come unità di base del sito web.
Addio pagine statiche: l'esperienza si crea al momento
Secondo Faglioni, la struttura classica fatta di pagine separate non è più adatta a un mondo in cui l'utente cerca risposte immediate e personalizzate. La piattaforma di Solomei AI interpreta l'intento di chi arriva sul sito e compone l'esperienza sul momento, senza passare per menu, link o percorsi predefiniti. In pratica, il contenuto viene generato dinamicamente in base a ciò che l'utente sta cercando, offrendo un'interazione fluida e su misura.
Perché è una risposta alla crisi della ricerca
Se le persone non usano più Google come prima, i siti devono farsi trovare in altri modi. L'approccio di Solomei AI punta a catturare l'attenzione direttamente sul sito, trasformandolo da contenitore statico a sistema intelligente. Invece di sperare in un buon posizionamento, si punta a soddisfare l'utente all'istante, riducendo la necessità di navigare tra pagine. Questo modello potrebbe rivoluzionare il modo di progettare e concepire il web, mettendo al centro l'intento e non la struttura.
La sfida è ambiziosa: abbandonare decenni di abitudini progettuali per abbracciare un web più dinamico e reattivo. Solomei AI dimostra che è possibile, ma la strada è ancora tutta da percorrere. Quel che è certo è che, con la ricerca tradizionale in affanno, l'innovazione non è più una scelta: è una necessità.