Dopo nove anni di attesa e una lunga serie di rinvii, Tesla ha finalmente mostrato la nuova generazione della Roadster. La versione definitiva è molto diversa dal prototipo del 2017 e porta all'estremo il legame tecnologico con SpaceX: le configurazioni più avanzate utilizzano propulsori a gas freddo per superare i limiti di aderenza degli pneumatici e, nel caso della Roadster Rocket, consentire all'auto di sollevarsi e compiere movimenti in aria.
Prestazioni da record e tecnologia spaziale
La gamma prevede tre versioni: Performance, Thrust e Rocket. La Performance, destinata alla strada, ha due posti, aerodinamica attiva e un sistema di aspirazione multi-modalità. Lo 0-100 km/h dichiarato è inferiore a 1,6 secondi. La Thrust aggiunge propulsori posteriori a gas freddo e scende sotto gli 0,9 secondi, con produzione limitata. La Rocket distribuisce i propulsori lungo il perimetro, permettendo spinte verticali e rotazionali: Tesla sostiene che possa saltare, come mostrato durante la presentazione. Non è omologata per la strada e sarà disponibile solo su invito. Le prestazioni dichiarate parlano di meno di 0,59 secondi da 0 a 100 km/h e una velocità massima di circa 370 km/h.
Design ispirato a SR-71 e F-35
Il design segue l'evoluzione stilistica di Tesla, passando dalle linee morbide della famiglia Model S, 3, X e Y a quelle spigolose di Cybertruck, Cybercab e Optimus. La nuova Roadster si ispira anche agli aerei SR-71 e F-35. I fari sono nascosti, il gruppo ottico posteriore si sviluppa a tutta larghezza e diversi elementi aerodinamici sono integrati nella carrozzeria. L'abitacolo mantiene un'impostazione minimalista ma cambia rispetto al passato: davanti al conducente c'è uno yoke con sterzo steer-by-wire, affiancato da due piccoli schermi, mentre un display più grande occupa la parte centrale. I sedili sono fissi e regolabili manualmente per contenere il peso, con materiali come magnesio, titanio e fibra di carbonio. Scompare però la configurazione 2+2: le nuove versioni hanno al massimo due posti, mentre la Rocket ne offre uno solo.
Trasferire la tecnologia dei propulsori dal vuoto dello spazio all'atmosfera terrestre ha richiesto lo sviluppo di hardware e controlli specifici. Gli spazi interni vengono sfruttati per installare serbatoi COPV, recipienti in pressione avvolti in fibra di carbonio che immagazzinano il gas compresso. Secondo Tesla, la spinta generata può raggiungere da quattro a cinque volte quella che gli pneumatici riuscirebbero a trasferire al terreno. Un secondo sistema lavora in direzione opposta: ventole estraggono aria da sotto l'auto creando depressione, e l'azienda afferma che la forza sarebbe sufficiente a mantenere la Roadster aderente anche su una superficie capovolta, persino da ferma. In Track Mode l'assetto si abbassa e vengono dispiegate appendici aerodinamiche attive, con attuatori derivati dal robot Optimus. Tesla parla di carico aerodinamico vicino ai livelli della Formula 1, ma non ha fornito dati completi per verificarlo.
Nel 2017 Tesla prometteva circa 1.000 km di autonomia; la versione attuale arriva a poco più di 480 km. Le prenotazioni sono state riaperte con un deposito rimborsabile di 5.000 euro, seguito da altri 45.000 euro entro dieci giorni per mantenere il posto in lista: in totale 50.000 euro, che non rappresentano il prezzo finale. Tesla non ha comunicato i prezzi delle tre versioni né una data di produzione certa. Elon Musk ha indicato genericamente il 2028, ma con la Roadster le certezze sono sempre state poche.